Questa volta a commentare le linee guida per la riforma scuola 2014 è stato il sindacato SNALS-Confsal che, nella persona del segretario Marco Paolo Nigi, ha spiegato sulle pagine del Sole24Ore come Renzi non abbia fatto altro che far passare un diritto (la stabilizzazione) come un favore concesso e calato dall'alto, e un risparmio di 3 miliardi di euro per un investimento. Insomma, lo SNALS ritiene di poter dimostrare come, dietro alle proposte di riforma della scuola, si nasconda un altro modo per il Governo di fare cassa. In questo articolo analizzeremo l'intervento di Nigi e cercheremo di capire quali scenari futuri si possono aprire a partire dalla discussione sulla riforma scuola 2014.

Riforma scuola 2014, SNALS: il risparmio dello stato con le 150mila immissioni in ruolo

Cosa si nasconde dietro l'annuncio più importante formulato da Renzi riguardo la riforma scuola 2014, e cioè l'immissione in ruolo di 150mila precari della scuola? In primo luogo, sottolinea Nigi, si tratta di una stabilizzazione: i 150mila docenti di fatto già insegnano nella scuola, ma lo fanno attraverso contratti precari. Si tratta di far passare i docenti dall'organico di fatto all'organico di diritto e del resto una legge per la stabilizzazione dei precari già c'era e risaliva al ministro Profumo. Secondo Nigi si tratta soltanto di farla rispettare.

In secondo luogo, bisogna analizzare, a detta di Nigi, l'affermazione di Renzi che sostiene che l'intera riforma scuola 2014 costerà 3 miliardi, le sue dichiarazioni parlavano di un governo che finalmente investe e non taglia i fondi alla scuola.

in realtà, secondo Nigi, i 3 miliardi di euro non sono realmente investiti quanto piuttosto risparmiati. In che modo? Attraverso il taglio degli scatti stipendiali in base all'anzianità. Il precario della scuola che verrà assunto a tempo indeterminato, infatti, non potrà usufruire degli scatti di anzianità per la ricostruzione della carriera, ecco i 3 miliardi risparmiati attraverso veri e propri tagli. Si aggiunge, poi, il fatto che il Governo, con ogni probabilità, bloccherà gli scatti stipendiali di tutti i docenti, non soltanto dei precari assunti, e il guadagno sarebbe in un certo senso assicurato. Nigi parla chiaramente di "taglio lineare su tutto il personale della scuola". Insomma, un'altra riforma scuola a costo zero.

Ci sono, poi, altri calcoli da fare per capire come le immissioni in ruolo promesse nelle linee guida per la riforma scuola 2014 nascondano comunque dei guadagni per il governo. Secondo Nigi, altra forma di risparmio sarebbe quella connessa alla stabilizzazione, grazie alla quale lo Stato non dovrà versare l'1,61% dello stipendio mensile del precario in vista degli ammortizzatori Aspi e mini-Aspi. In questa fase, secondo Nigi, un lavoratore precario costa di più di un lavoratore a tempo indeterminato. Ecco perché: "se si calcola uno stipendio medio lordo di 31.305,25 euro (che è uguale per precari e non), ogni anno un precario costa in più allo stato 2.641,70 euro. Questa cifra moltiplicata per 149mila dà 393,61 milioni risparmiati ogni anno.

Quindi, per le casse dello stato: 3 miliardi non investiti, anzi praticamente risparmiati, più altri 600/650 milioni di risparmi annui di cui 400 milioni solo per diminuzione dei versamenti Inps". Insomma, per lo SNALS la riforma scuola 2014 ha come obiettivo principale un taglio lineare su tutti gli stipendi, né più né meno. Un altro tassello che si aggiunge alla discussione.