La sindrome da burnout si presenta quando lo stress lavorativo raggiunge limiti intollerabili. Diverse ricerche degli ultimi anni dimostrano che i docenti della Scuola sono altamente a rischio (due su tre). Perché? Quali sono i sintomi riconoscibili? E cosa sta facendo il Miur in proposito? Elencare tutte le cause che portano allo stress dei docenti è davvero difficile, anche perché cambiano da soggetto a soggetto.

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Di certo i ritmi pressanti a cui sono sottoposti gli insegnanti, l'insiddsfazione derivante da un salario inadeguato e i conflitti con alunni e genitori contribuiscono allo sviluppo della sindrome da stress. Anche l'opinione altrui sembra avere particolarmente peso per i docenti.

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Scuola, stress e burnout dei docenti: i sintomi

I sintomi che manifesta il docente afflitto da burnout sono questi:

  • stanchezza mentale, fisica ed emotiva,

  • apatia verso il lavoro e atteggiamento distaccato nei rapporti interpersonali,

  • senso di frustrazione per non aver raggiunto le proprie aspettative,

  • reazioni nervose e qualche volta violente.

Scuola, stress e burnout dei docenti: atteggiamento del Miur e delle Istituzioni

Fino ad oggi sembra che il Miur faccia finta di ignorare il problema del burnout dei docenti della scuola. Invece, secondo gli studi, la soluzione potrebbe essere proprio un'apertura al riguardo da parte delle Istituzioni, Miur in primis, per ascoltare le necessità dei docenti e venire incontro alle loro esigenze con riforme adeguate. In un'intervista rilasciata tempo fa dal dott. Vittorio Lodolo D'Oria, veniva sottolineato come in Italia le istituzioni non vogliono prendere coscienza di questo fenomeno perché significherebbe dover agire per fornire un supporto psicologico ai docenti all'interno delle scuole, organizzando corsi di formazione annuali, dal costo non sostenibile.

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È stato anche spiegato che i fattori che portano allo stress sono diversi in tutto il mondo, in quanto legati anche al territorio nazionale di appartenenza. Per questo anche se non esiste una cura che vada bene per tutti, si può lavorare sulla prevenzione del problema. Ma per farlo, bisogna prima riconoscere e accettare che il fenomeno esiste e ha bisogno di attenzione.

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