Si era già compreso da tempo che la legge di stabilità 2015 non avrebbe contenuto provvedimenti in vista di una riforma Pensioni 2014 che fosse strutturale e ponesse al centro tutta una serie di questioni e vertenze che sono state al centro dell'attenzione mediatica negli ultimi mesi: pensiamo ai Quota 96, agli esodati e al meccanismo di penalizzazioni per la pensione anticipata. Intanto, dopo la presentazione di quella che un tempo veniva chiamata legge finanziaria, cominciano a piovere le critiche al Governo e a Renzi, da un lato ci sono le parole di Damiano, ex ministro del Lavoro PD, dall'altro quelle della CGIL.

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Riforma pensioni 2014, Legge di stabilità: le critiche di Damiano e la necessità di correzioni

Matteo Renzi, anche con la promulgazione della legge di stabilità 2015, prosegue nel suo cammino e l'ala sinistra del PD è sempre più critica sul suo operato. Ad intervenire sulla questione della mancata riforma pensioni è proprio Cesare Damiano, rappresentante della sinistra del partito ed ex ministro del Lavoro, il quale ha criticato fortemente soprattutto un provvedimento.

Si tratta infatti dell'aumento della tassazione sui fondi previdenza complementare che potrebbe salire dall'11,5% al 20%. Secondo l'ex ministro, infatti, qualora ciò avvenisse, si porrebbe di fatto fine al secondo pilastro della previdenza, quella complementare e privata, utile soprattutto alle nuove generazioni che necessariamente dovranno affiancare alla pensione pubblica anche una pensione di natura privata. Sulla questione del TFR in busta paga, invece, Damiano sembra accogliere con favore la possibilità del provvedimento ma soltanto se il suo utilizzo sia volontario e non imposto.

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Riforma pensioni 2014, Legge di stabilità: la questione pensionati secondo la CGIL

Ma non è soltanto l'ala sinistra del PD fortemente critica nei confronti della legge di stabilità e dell'assenza di misure realmente innovative in vista di una riforma pensioni 2014/2015. Ad intervenire infatti è anche la CGIL che ritiene "sconcertante" il fatto che, per quanto riguarda il famoso bonus di 80 euro in busta paga, esso non sia stato esteso anche ai pensionati, che rappresentano una delle categorie più deboli in Italia.

Anche da parte della CGIL, che di certo non ha un buon rapporto con il premier Renzi, si annunciano scontri e confronti.

Le voci critiche e di dissenso che attraversano il Paese sembrano essere sempre più interpretate dall'ala sinistra del PD che promette battaglia in Parlamento e, tramite l'ex ministro, annuncia che vi sarà la proposizione di emendamenti correttivi. Su tutte la questione delle penalizzazioni per i lavoratori cosiddetti precoci, previste, stando così le cose, sino al 2017.

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