Tutte le categorie di sindacati CGIL, CISL e UIL dei lavoratori del Pubblico Impiego, scendono in piazza domani 8 novembre 2014, per protestare contro la Legge di Stabilità del Governo Renzi.

Le previsioni prevedono una massiccia partecipazione, circa 50mila persone, prenderanno parte al corteo, la protesta è rivolta alla mancanza di risposte da parte dell'esecutivo sul contratto nazionale degli statali.

L'annuncio è stato dato dai Segretari della Funzione Pubblica di tutte le categorie sindacali, Carmelo Barbagallo per la UIL, Anna Maria Furlan per la CISL e Susanna Camusso per il sindacato più rappresentativo, la CGIL.

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Domani giungeranno nella Capitale, oltre 600 Pulman e i partecipanti arriveranno anche con treni e traghetti, una partecipazione massiccia che sfilerà per le vie di Roma con una protesta assolutamente pacifica, assicura Rossana Dettori che riveste la carica di Segretario della FP Cgil . Nello specifico, tutti i sindacati, chiedono al Governo di inserire all'interno della Finanziaria 2015 le necessarie risorse economiche per finanziare il rinnovo del contratto del personale statale.

Erano sicuramente moltissimi anni che il personale del Pubblico Impiego, non si mobilitava in maniera così corposa e decisa, tutto è scaturito dalla completa assenza di dialogo tra le parti e dalla ormai affermata crisi economica che non rende gli attuali stipendi, competitivi alla'interno del mercato e delle attuali esigenze delle famiglie.

I responsabili sindacali, hanno sottolineato come si sia abbassato in maniera abnorme il potere d'acquisto e con l'inserimento dei nuovi tributi sugli immobili, sui carburanti, e l'aumento generale delle tasse, la situazione è evidentemente peggiorata.

La Dettori ha anche specificato che gli 80 euro concessi dal Govierno, non riguardano il rinnovo del contratto, che è fermo al 2010, inoltre la staffetta generazionale che è stata promessa, permetterà soltanto 500 nuovi posti di lavoro e njon 15000 come era stato detto.

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Insomma per i sindacati si tratta solo di parole e pochi fatti concreti, in questo modo si va sicuramente incontro ad un inevitabile Sciopero Generale.