Colpo di scena da Matteo Renzi, il rimborso slitta a settembre? Le ultime notizie sulla riforma pensioni 2015 non possono non tener conto della possibile scelta del governo di trattare la reindicizzazione delle pensioni a dopo l'estate, decisione questa che dovrebbe, almeno sulla carta, alimentare le speranze dei lavoratori precoci e quota 96 per il raggiungimento di una soluzione definitiva prima di quella data, con il tema sulla pensione anticipata ancora in primo piano nell'agenda politica, sebbene non siano stati fatti grandi passi avanti negli ultimi mesi.
Rimborso Pensioni, Renzi chiarisce la presa di posizione del governo in merito alla decisione della Consulta
'Stiamo studiando a come fare a superare il limite della Corte Costituzionale e, contemporaneamente, a restituire una parte di quel denaro', questo uno dei passaggi fondamentali dell'intervista rilasciata nella giornata di ieri dal Premier Renzi ai microfoni di Radio Anch'io (Radio 1 Rai) e ripresa dalle maggiori testate giornalistiche italiane, tra cui Il Sole 24 ore. L'ex sindaco di Firenze ha più volte sottolineato come il suo governo si stia ormai specializzando nel mettere una pezza tra virgolette laddove gli altri precedenti esecutivi hanno sbagliato, riferendosi a quanto compiuto dal governo Monti.
'La Corte non ha affermato che il blocco non si può fare ma che fatto in quella maniera non era corretto' ha proseguito il Presidente del Consiglio, sottolineando come non è intenzione del governo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Quota 100 torna a 'volare', M5S e Sel si muovono per i quota 96
Tra i temi più caldi delle ultime settimane troviamo quello del pensionamento dei lavoratori precoci, che da tempo chiedono una giusta soluzione. Sul tavolo del governo, tra gli strumenti di flessibilità in uscita, c'è quota 100, che da qualche giorno a questa parte ha trovato un nuovo - inaspettato - alleato, Matteo Salvini. Non si può più nascondere infatti l'orientamento della Lega, che di recente ha presentato un disegno di legge che prevede il prepensionamento a Quota 100.
Non sembrano pensarla allo stesso modo però migliaia di precoci, che ogni giorno protestano e fanno sentire la loro voce commentando i nostri contributi. Il pensiero comune indica che quota 41 è lo strumento più gradito, ma una discreta fetta di lavoratori chiede anche la libertà di andare in pensione anticipata con 35 anni di contributi, come afferma l'utente Filippo Pino Angiò, il quale specifica che dopo 40 anni di contributi e 60 anni di età anagrafica non abbia ancora ricevuto nulla dal governo. Tornando all'intervista di ieri, non vanno trascurate le parole pronunciate dal segretario del Partito democratico durante un passaggio che non ha ricevuto la giusta attenzione: 'Nei prossimi giorni e mesi ripenseremo al modello di organizzazione delle pensioni', annuncio che - a parte l'arco temporale inquietante fotografato con 'mesi' - dovrebbe indicare una svolta per la futura riforma delle pensioni del governo.
Concludiamo il contributo odierno con il tramonto delle speranze dei quota 96, che si erano forse illusi la scorsa settimana alla luce degli emendamenti presentati da M5S e Sel al disegno di legge La Buona Scuola, per la rabbia e delusione di Pannarale e Marzana e di tutti gli esodati della scuola che ormai sono costretti ad accettare una situazione anomala in qualsiasi altro Paese.