"Se si dovesse fare tutto in fretta presentando lunedì il Decreto Legge definitivo, l'unica scelta sarebbe quella di inserire la sola gradualità in base all'entità dell'assegno": sono le parole di Enrico Zanetti, sottosegretario del Governo per l'economia e tra i tecnici che stanno studiando con attenzione la sentenza della Consulta sulle pensioni, per capire in che modo implementarla per non stravolgere i conti pubblici. A questo proposito, una possibile soluzione intermedia sarebbe quella di varare le norme procedurali lunedì senza entrare nel dettaglio dei provvedimenti ed in modo non dettagliato, così da pote definire entro la fine di maggio non solo i criteri attuativi, ma anche le risorse a supporto dei rimborsi.
Se effettivamente dovesse andare così, lo si potrà sapere solo lunedì prossimo, ma certamente la questione mette in evidenza come una parte dell'esecutivo ritiene opportuno prendersi ancora un po' di tempo per verificare il reperimento delle coperture di bilancio.
Rimborsi sulle pensioni, decreto ponte contro misura definitiva: l'opposizione punta il dito
Stante la situazione, l'opposizione punta il dito contro l'esecutivo e chiede di risolvere la vicenda al più presto. "C'è una lite tra Renzi e Padoan" commenta Renato Brunetta di Forza Italia, che sottolinea come l'esecutivo si trovi a dover cercare un compromesso, con l'obbligo di non scontentare nessuno. Da un lato ci sono i pensionati che ora vogliono ottenere i propri rimborsi, mentre dall'altro lato c'è l'Europa che ha ribadito l'assoluta intransigenza verso uno sforamento del rapporto tra deficit e Pil.
Ma secondo Brunetta dietro alla mancanza di una linea d'azione unitaria vi sarebbero anche "ragioni di opportunismo popolare". Un elemento che però il sottosegretario Zanetti ha smentito, spiegando che le discussioni vertono sulla ricerca di una soluzione che possa effettivamente considerarsi equa nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.
Riforma pensioni, l'ufficio parlamentare di bilancio mette in allerta il Governo sul possibile sforamento di conti
Come se la situazione non fosse già sufficientemente complicata, negli scorsi giorni è intervenuto sulla vicenda anche l'ufficio parlamentare di bilancio, che ha effettuato delle valutazioni indipendenti sul possibile impatto di una misura correttiva nel campo previdenziale.
Il giudizio finale mette in guardia l'esecutivo dal rischio di compromettere quanto stabilito all'interno del Def. "Tenuto conto che già nel Def il rispetto della regola sul debito richiedeva il mantenimento di un avanzo di bilancio negli anni finali del periodo di previsione" si può leggere all'interno del documento prodotto che "il quadro post sentenza è caratterizzato da margini di rischio elevati". Insomma, il rischio è che saltino le previsioni iniziali dei tecnici, con la conseguenza che si attivino le tanto temute clausole di salvaguardia. Per evitare uno scenario simile, il Governo dovrà prestare la massima attenzione nel reperimento delle coperture o nell'attuazione di misure di bilancio compensative.
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