Il confronto tra il ministro Giannini e i sindacati della Scuola, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, si è chiuso con un nulla di fatto, con una strana dialettica del non confronto. La riforma scuola 2015 non può essere toccata in nessun elemento fondamentale, l'unica piccola apertura è venuta sulla costituzione del comitato di valutazione per i docenti: secondo i sindacati, gli insegnanti non possono essere valutati da personale non "competente", come i genitori e gli allievi. Sulla questione del piano assunzioni, invece, un nulla di fatto: i docenti abilitati (TFA, PAS e SFP) della II fascia delle Graduatorie d'istituto dovranno affrontare necessariamente il concorso scuola 2015.

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La mancanza di ascolto nei sindacati e soprattutto nel popolo della scuola che ha scioperato con l'80% delle adesioni il 5 maggio viene definita dai sindacati una vera e propria emergenza democratica. E così, si è deciso di portare avanti la mobilitazione: ecco il calendario delle iniziative.

Il calendario della mobilitazione contro la riforma scuola 2015, news 26 maggio

Le iniziative contro la riforma scuola 2015 che, secondo la calendarizzazione dei lavori parlamentari, dovrebbe divenire legge entro la metà di giugno, sono molte e soprattutto importanti per il futuro della scuola.

Si inizia venerdì 5 giugno con l'iniziativa "La cultura in piazza", si tratta di una fiaccolata in difesa della scuola e della cultura pubblica che si terrà in contemporanea in molte piazze di molte città italiane. Si prosegue domenica 7 giugno, con la chiamata dei Cobas per una grande manifestazione contro la riforma scuola. C'è poi la questione del cosiddetto "blocco" degli scrutini: i sindacati hanno proclamato uno sciopero per la prima ora di servizio per i primi due giorni delle procedure, le date non possono essere date perché cambiano da scuola a scuola.

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I sindacati ci tengono a sottolineare che lo sciopero rispetterà le più che lecite aspettative delle famiglie e degli studenti e saranno esclusi gli scrutini che riguardano gli ultimi anni dei cicli scolastici. C'è poi, nel frattempo, anche l'iniziativa dell'Anief per una mozione, da approvare in sede di collegio, che chieda direttamente al Miur il ritiro del ddl di riforma scuola.

Le motivazioni dei sindacati e del popolo della scuola: news riforma scuola 2015 al 26-05

Le iniziative che coinvolgeranno il mondo della scuola in tutta Italia, secondo le chiamate dei sindacati e le chiamate spontanee che partono dal basso e si autorganizzano, non chiedono soltanto il ritiro del ddl di riforma scuola 2015 ma soprattutto maggiore chiarezza su una serie di punti.

In primo luogo, un piano di assunzioni che prenda in considerazione i docenti abilitati TFA e PAS. In secondo luogo, una revisione dei poteri del preside-manager. Poi, la questione della valutazione degli insegnanti che deve essere affidata a "pari". Infine, il problema del contratto nazionale degli insegnanti con la richiesta di impegni precisi per il rinnovo.

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