Negli ultimi giorni un dubbio amletico sta attanagliando i lavoratori precoci: la Quota 41 verrà approvata in Legge di Stabilità oppure non se ne farà nulla? Certamente è presto per dirlo ma le ultime dichiarazioni rilasciate da Zanetti, sottosegretario all'Economia, a seguito dell'incontro tra Governo e sindacati non rincuorano di certo. Cosa è accaduto negli ultimi giorni che ha portato i lavoratori precoci sull'orlo di una crisi di nervi?

Pensioni precoci, Damiano vs Zanetti: Quota 41 possibile, perché rinunciarci?

Le ultime novità sul fronte pensionistico sembravano positive, lunedì scorso vi è stato un primo incontro proficuo tra Governo e sindacati che ha portato il Ministro del Lavoro Poletti a riaprire permanentemente quel tavolo di confronto sul versante pensionistico che era stato chiuso all'epoca da Monti.

Se questo poteva parere di buon auspicio per i lavoratori, dall'altro lato a gelare gli animi ci ha pensato Zanetti che ha ridotto all'osso le speranze dei lavoratori precoci. A suo dire, fonte LaPresse, le misure a favore della flessibilità presentate da Damiano nel ddl 857 (Quota 41 e 97) sono insostenibili perché eccessivamente onerose.

Zanetti sostiene che mai si voterà per un provvedimento che prevede di flessibilizzare l'età pensionabile scaricando tutti gli oneri, stimati da Boeri in circa 10 miliardi, sulla fiscalità generale.

Il progetto ambizioso di Cesare Damiano vorrebbe da un lato concedere la quiescenza a partire dai 62 anni d'età e 35 di contributi a fronte di una penalizzazione al massimo dell'8%, che si ridurrebbe fino ad azzerarsi al raggiungimento dei requisiti anagrafici attualmente richiesti, dall'altro permettere la pensione a Quota 41 indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente, che secondo Damiano sarebbe la panacea per i precoci.

Va da sé che Zanetti esponendosi in modo così negativo sul ddl 857, ha portato i precoci, che da tempo seguono fiduciosi l'iter di proposte presentate al Governo, verso 'una crisi di nervi'.

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Pensioni

I commenti rilasciati dai nostri lettori sotto gli articoli che trattano la questione Quota 41 sono altrettanto espliciti: i lavoratori sono esausti di dover fare sacrifici e di non vedersi riconosciuto nessun diritto in cambio.

Cosa succederà ora? I precoci potranno dire definitivamente addio alla Quota 41 e all'uscita flessibile a partire dai 62 anni d'età o il Governo Renzi cercherà di salvare il salvabile in Legge di Stabilità?

Cosa vi aspettate?

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