Forse ci siamo per davvero, si annunciano importanti novità per le Pensioni dei precoci in questa settimana, che va dal 1 al 5 giugno, come sottolineato da Damiano nel corso di un intervento pubblico tenuto nell'ultimo weekend. Il mese di maggio si è chiuso con la 'destabilizzante' sentenza della corte di Napoli in merito al rimborso pensioni, sentenza che potrebbe determinare notevoli sorprese nei prossimi giorni, come annunciato tra l'altro da Carlo Rienzi, numero uno del Codacons. Il governo trema. 

Pensione anticipata precoci, si discute anche su quota 41

Da oggi si saprà qualcosa in più sulle pensioni dei lavoratori precoci, almeno stando alle recenti dichiarazioni di Cesare Damiano, il quale ha confermato come a partire da questa settimana, la prima di giugno, si inizierà in Parlamento la discussione sulla flessibilità.

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Il presidente della Commissione Lavoro ha annunciato che verranno analizzate le proposte pervenute fino ad ora, sia dal Centrosinistra che dal Centrodestra. Tra i disegni di legge su cui si aprirà il dibattito c'è anche quello dello stesso Damiano, al cui interno ritroviamo la pensione anticipata a quota 41 senza vincolo di età e penalizzazioni. Come ribadito anche in un nostro precedente contributo, per i lavoratori precoci si dovrebbe andare proprio in questa direzione, quella maggiormente invocata da chi, più di 30 anni fa, è entrato nel mondo del lavoro quando non aveva ancora compiuto la maggiore età.

Riguardo a ciò, sono numerosi ormai i commenti inseriti da noi stessi a conclusione degli articoli. 

Pensioni, le novità ad oggi 1 giugno: uscita anticipata a 62 anni

Nelle ultime settimane, in merito alla discussione sulle pensioni dei precoci, si era spesso parlato, anche in occasione dell'ultima proposta di Sacconi, di una pensione anticipata a 62 anni. A fine maggio ci sono state le importanti dichiarazioni del ministro dell'Economia Padoan, il quale ha spiegato che il governo sta studiando una soluzione, sostenibile per le finanze dello Stato nel lungo termine, per la flessibilità in uscita dal lavoro. Tra le ultimissime proposte c'è quella della penalizzazione corrispondente ad una mensilità per chi decide di lasciare il lavoro a 62 anni, indicata, anche dal governo a questo punto, come l'età minima su cui impostare la nuova flessibilità. Detto ciò, sottolineiamo come i lavoratori precoci non rientrerebbero in questo discorso, perché per loro dovrebbe, usiamo ancora il condizionale prima di qualsiasi comunicazione ufficiale, andare in porto il progetto di quota 41. C'è però, come sempre accade in tutte le cose, una voce - o forse più di una - fuori dal coro. Già in passato vi abbiamo segnalato i commenti di diversi utenti che, pur appartenendo alla categoria precoci, avevano comunque apprezzato il sistema 62 anni più 35 di contributi, una situazione che potrebbe verificarsi quando ad esempio non si è avuto sempre il posto fisso. È il caso dell'utente Mario Corona, che intervenuto nello spazio dedicato ai commenti nell'ultimo nostro articolo ha voluto porre l'attenzione su quei lavoratori che a 61 anni di età, non avendo avuto sempre un posto fisso, hanno maturato 35 anni di contributi.