Si continua a parlare, in maniera incessante, della riforma del sistema pensionistico e della flessibilità in uscita da applicare alla nuova legge previdenziale, mentre la riforma Fornero, odiata da molti, continua a rimanere in vigore, chissà ancora per quanto tempo. Ma è possibile applicare la flessibilità all'attuale normativa?

Pensionamento anticipato anche nella riforma Fornero

In realtà, la riforma voluta dall'ex-ministro del Lavoro, Elsa Fornero, prevede delle uscite anticipate dal lavoro, a differenza di quanto si possa pensare.

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Effettivamente, al suo interno troviamo dei percorsi che prevedono il pensionamento anticipato, anche se non sono molto lineari. In ogni caso, un lavoratore può sempre decidere di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 42 anni di servizio, per gli uomini, un anno in meno, per le donne. Da considerare che le penalizzazioni previste dalla 'Fornero' per chi usufruisce della pensione anticipata senza aver raggiunto i 62 anni sono state congelate fino al 2017.

La possibilità di rimanere in servizio fino a 70 anni

La legge attualmente in vigore ha fortemente penalizzato le donne lavoratrici che, nella maggior parte dei casi, sono state costrette a raggiungere la pensione per i minori contributi versati rispetto agli uomini, oltre al fatto che per l'età anagrafica.

Il Decreto Legge 201 del 2011 mette in evidenza un altro punto sulla flessibilità presente nella riforma Fornero. Infatti, tutte quelle persone che sono assoggettate al sistema contributivo possono usufruire della pensione anticipata facendo valere il requisito relativo ai contributi versati pari ad almeno 20 anni. Unica condizione è che la pensione non deve essere inferiore di una volta e mezza al valore dell'assegno sociale. Infine, per quei lavoratori che decidono di rimanere in servizio anche dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici, c'è un aspetto premiale da tenere in considerazione con l'innalzamento a 70 anni quale limite massimo per rimanere in servizio.

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