Continua il dibattito sulla riforma del sistema pensionistico italiano, soprattutto per quanto riguarda gli esodati. Il testo iniziale sulla settima salvaguardia, adottato dalla Commissione Lavoro alla Camera lo scorso primo ottobre, punta a tutelare circa 26.300 lavoratori, ai quali si cerca di applicare le regole previste prima dell'approvazione della riforma Fornero, avvenuta nel 2011. Questo significa che i beneficiari potrebbero usufruire del pensionamento anticipato con 42 anni e 6 mesi di contributi versati, per gli uomini, un anno in meno, per le donne, senza conteggiare l'età anagrafica.

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Settima salvaguardia simile a quella dello scorso anno

Il provvedimento sulla settima salvaguardia è molto simile al precedente del 2014, con la differenza sullo slittamento del termine temporale, ai fini della maturazione della decorrenza della pensione, dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017. Altra novità introdotta rispetto alla sesta salvaguardia è l'inclusione della tutela nei confronti di quei lavoratori provenienti da aziende cessate. Ma il testo, ora all'approvazione del Governo Renzi, contiene anche delle misure che dovranno essere valutate dall'Esecutivo, soprattutto in funzione degli eventuali costi che graverebbero sulla finanza pubblica.

Ecco il dettaglio dei provvedimenti inseriti nel testo

Nel dettaglio, si tratta di valutare una possibile uscita dal mondo del lavoro al raggiungimento dei 64 anni di età per tutti quei lavoratori del pubblico impiego che hanno raggiunto la quota 96 entro il 2012. Poi, dovrà essere presa in considerazione una soluzione definitiva per i 2.500 lavoratori del comparto scuola, sia docenti che personale Ata, che, a causa di un errore contenuto nella legge Fornero, sono costretti a rimanere al lavoro, nonostante abbiano raggiunto i requisiti pensionistici già da tre anni.

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Inoltre, rientrano in questo documento anche le questioni relative ai lavoratori precoci, per i quali la Commissione a lavoro chiede il congelamento della penalizzazione per tutte le persone che hanno lasciato il lavoro prima del 2015. Il disegno di legge in questione, comunque, sarà suscettibile di variazioni, prima dell'approvazione della Legge di Stabilità.

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