Le discussioni sui punti di natura previdenzialeinseriti nella Legge di Stabilità non sono ancora finite, anzi, si entra nei giorni caldi di discussione. Con il testo della manovra che adesso va approvato e discusso dalle Camere, questi sono i giorni cruciali per rettificarne i contenuti e correggere, eventualmente, alcuni punti di notevole importanza. Fallita la flessibilità in uscita che non è stata inserita tra le 104 pagine del testo di Legge, restano in piedi alcuni importanti provvedimenti del modo del lavoro e delle pensioni.

Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Damiano, torna a dare battaglia per le misure relative alla settima salvaguardia esodati ed opzione donna.

Opzione donna, ennesima estensione?

Sul tema dell’uscita anticipata opzionabile dalle donne con almeno 35 anni di contributi, il testo di Legge all’articolo 24 comma 1 estende il beneficio a tutte le donne che compiono 57 anni e 3 mesi entro il 30 dicembre 2015 se lavoratrici dipendenti e 58 anni e 3 mesi se autonome. In altri termini tutte le donne che sono nate entro la fine di settembre del 1957 / 1958 e che al 31 dicembre prossimo avranno 35 anni di contributi possono uscire dal lavoro ed andare in pensione con il meccanismo delle finestre mobile, quindi, nonostante la pensione decorra a partire dal 2016.

L’anticipo è a carico della lavoratrice che, nonostante abbia versato gran parte dei suoi contributi nel sistema retributivo o misto, deve accettare il calcolo dell’assegno con il sistema contributivo, con una riduzione della pensione tra il 20% ed il 50%. Damiano in queste ore sta lavorando sulla rettifica di questo provvedimento che di fatto esclude chi compie gli anni su indicati nell’ultimo trimestre del 2015, per via dell’innalzamento dell’età in base alle aspettative di vita.

Secondo il presidente è necessario estendere il beneficio anche a queste ultime. Sempre Damiano, contesta anche lo stanziamento di 2 miliardi per questa operazione, dal momento che essendo opzionale, non è detto che i numeri dei beneficiari siano quelli che il Governo ha previsto.

Ultima salvaguardia, ma ne mancano ancora 20.000

La platea delle persone lasciate senza lavoro e senza pensione dalla Legge Fornero si va sempre di più assottigliando grazie alle ripetute salvaguardie previste dai vari Governi che si sono succeduti.

Con questa ennesima salvaguardia, la settima, il Governo ha dichiarato di aver definitivamente chiuso il capitolo esodati. Il Governo stima di salvare altri 30.000 soggetti con questa misura, ma secondo Damiano rimarrebbero fuori altri 20.000 esodati. Secondo Damiano, essendo un provvedimento questo che si autofinanzia con i risparmi ottenuti dalle precedenti salvaguardie, così come riportato dall’articolo 23 della Legge di Stabilita, la misura deve essere estesa ulteriormente agli altri 20.000.

Non si può mettere la parola fine se non sono stati salvaguardati tutti i lavoratori senza tutela colpiti dalla riforma Fornero. Altro capitolo su cui Damiano chiede rettifiche sono le agevolazioni alle assunzioni che con la nuova finanziaria scendono come importi e come durata: infatti si passa da 3 anni a 2 anni ed il tetto massimo scende da 8.060 euro a soli 3.250 euro. In un periodo dove la disoccupazione è ancora alta, bisogna ritornare a quanto stabilito per il 2015 a maggior ragione per le aziende del Mezzogiorno che sono al collasso.

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