Renzi come Robin Hood. Le notizie sulla riforma Pensioni aggiornate ad oggi hanno per protagonista assoluto il premier, che consapevole di essere in risalita nei sondaggi politici è deciso a giocarsi la partita della pensione anticipata fino in fondo. Ieri vi avevamo detto, citando l'articolo dell'agenzia Adnkronos, un clamoroso dietrofront da parte del governo sul tema dell'introduzione della flessibilità.

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In realtà l'esecutivo a maggioranza Pd starebbe studiando un modo per trovare le risorse economiche necessarie per intervenire sulla previdenza. E l'ultima trovata di Matteo Renzi, se fosse confermata l'indiscrezione de Il Corriere della Sera, porterebbe il premier a ricevere, una volta tanto, elogi e, sopratutto, voti da parte di quei cittadini, leggi lavoratori precoci, che ormai non credevano più nell'opera riformatrice del governo, pensando che la legge Fornero restasse, paradossalmente, l'unica ancora di salvezza per la pensione anticipata senza penalizzazioni. I conti, come ci insegnano i nostri nonni, si fanno sempre alla fine, quando di solito si vedono i cavalli vincenti.

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Pensioni: la guerra ai vitalizi

In pochi avrebbero creduto che la riforma pensioni del governo Renzi potesse passare alla storia come quella che avrebbe regalato ai cittadini, tutti, equità e giustizia. Se, come ripetuto nel primo paragrafo, l'esecutivo dovesse affrontare, e vincere, la battaglia contro i vitalizi dei politici, la popolarità di Renzi e compagnia cantante salirebbe alle stelle. Se non anche più in alto.

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Pensioni

Proprio tagliando del 50 percento i vitalizi dei politici il governo, secondo le stime fatte dal Corriere della Sera, sarebbe in grado di recuperare fin da subito 100 milioni di euro. Una cifra forse non elevatissima ma che comunque garantirebbe a Renzi uno sconfinato credito davanti agli occhi di pensionati e lavoratori italiani che da anni insultano la vecchia politica e i loro privilegi. D'altronde se in questo Paese una persona dice 'casta' tutti comprendono che si sta rivolgendo alla classe politica.

Per affrontare una più organica riforma delle pensioni occorrono però altre risorse, e Renzi lo sa. Per questo motivo, come riporta sempre Sergio Rizzo de Il Corriere della Sera, il premier, insieme alla sua squadra di governo, capitanata in quest'occasione da Padoan e Poletti, starebbe pensando di attaccare le pensioni retributive ricche. Con i soldi 'tolti' ai ricchi, Renzi punta a dare qualcosa di più ai poveri.

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In questo determinato contesto i poveri risultano tutti coloro che si sentono colpiti dalla Fornero, tutti quelli che vorrebbero andare in pensione con un assegno dignitoso, tutti quelli, come i lavoratori precoci, che considerano, a ragione, un'ingiustizia lavorare più di 41 anni sapendo che per andare in pensione occorreranno altri mesi, infiniti, di lavoro (ad oggi 42 anni e 6 mesi, in futuro si arriverà anche a 44 anni).

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Novità riforma pensioni: i lavoratori precoci sperano

Una situazione drammatica, quella relativa alla pensione anticipata per i precoci, una situazione che la nuova riforma pensioni dovrebbe risolvere, in maniera positiva, ma su cui ancora non ci sono certezze. Le centinaia di lettere giunte alla posta del premier stanno forse cominciando a sortire i loro effetti, forse Renzi ha capito che, nonostante si tratti di poche migliaia di lavoratori, si gioca la faccia davanti ad un'intera nazione. È troppo tardi ora per tirarsi indietro, il dado è tratto, sarebbe sanguinario per il Pd non andare fino in fondo stavolta. Per restare aggiornati sul tema pensioni e precoci cliccate il tasto 'Segui' e se volete commentate l'articolo facendoci conoscere la vostra opinione.

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