Rischia di saltare il piano di riforma Pensioni del Governo Renzi. Potrebbero, infatti, essere depennate dalla legge di Stabilità 2016 le misure finora ipotizzate e valutate per nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro. Non ci sarebbero le coperture finanziarie necessarie per le pensioni anticipate in una manovra economica e finanziaria penalizzata da entrate inferiori alla attese dal piano di spending review.

Legge di Stabilità, potrebbero essere depennati gli interventi sulle pensioni

Queste le ultime notizie che arrivano oggi da Palazzo Chigi su pensioni e flessibilità, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Adnkronos.

Sul fronte previdenziale conferme arrivano solo per quanto riguarda la salvaguardia esodati e non si capisce se tra questi ci siano anche gli "esodati della scuola", ovvero gli insegnanti e i lavoratori Ata della cosiddetta Quota 96. Come non è chiaro se sarà prorogata ed estesa l'opzione donna con il contributivo Nella legge di Stabilità da 27miliardi di euro i conti non tornano sulle pensioni, la coperta è corta visto che servono coperture per abolizione dell'Imu agricola su terreni e imbullonati e della Tasi sulla prima casa per tutti, ma anche risorse da investire al Sud, per coprire la proroga dei contributi alle imprese sui nuovi assinti e tanto altro ancora.

L'esecutivo, anche in considerazione del fatto che alcune forme di flessibilità in uscita sono già previste dalle attuali leggi tra cui le novità introdotte dal Jobs act con 5 opzioni per la pensione anticipata rispetto ai requisiti anagrafici richiesti dalla legge Fornero, sarebbe intenzionato a rimandare la riforma pensioni ad altra sede.

Previdenza, si salvano gli esodati e gli over 55 con un 'ponte' per la pensione

Questa sembra in queste ore la linea di Palazzo Chigi, ma riunioni tecniche e politiche andranno avanti fino al 15 ottobre prossimo, quando la legge di Stabilità 2016 approderà in consiglio dei ministri.

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Pensioni Matteo Renzi

Le ultime proposte allo studio dell'esecutivo erano quelle per i prepensionamenti a 63 anni e non a 66 anni come prevede la legge Monti-Fornero, ma con 35 anni di versamenti contributivi e con una riduzione del 4% sugli assegni mensili. Una modalità di accesso al prepensionamento che secondo l'esecutivo potrebbe essere più sostenibile rispetto alla pensione anticipata a 62 anni con penalità del 2% mensile sugli assegni come prevede il ddl Damiano-Baretta, uno dei tanti sul pensionamento flessibile al vaglio della commissione Lavoro di Montecitorio, ipotesi che comunque a breve termine avrebbe un impatto notevole e insostenibile per le finanze pubbliche.

Ma nella manovra non dovrebbero mancare provvedimenti mirati per gli esodati e altre opzioni di sostengo agli over 55 che hanno perso il lavoro. Il Governo Renzi, almeno in questa fase, sulla questione previdenziale sembra intenzionato a dare priorità ai più penalizzati dalla legge Fornero e alle fasce più deboli della popolazione più colpite dalla crisi e dalla mancanza di lavoro. Nel frattempo danno il via all'autunno caldo i sindacati. E' partita oggi e durerà per 10 giorni davanti alle prefetture italiane la mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso sa che non basterà e lascia prevedere che si farà di più, lancia un nuovo appello per una "grande mobilitazione sindacale".

La minoranza Pd, capita l'antifona sulle pensioni, si schiera con i sindacati. "La scelta di Cgil, Cisl e Uil - ha detto il parlamentare di 'Sinistra è cambiamento' Cesare Damiano - è un fatto molto positivo".

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