Dopo avervi indicato la selezione pubblica per educatore asilo nido con scadenza 14/11, teniamo a chiarirvi un punto non molto chiaro a molti, ovvero il comma 181 della riforma Scuola che indica il nuovo percorso per diventare insegnante. Il testo della riforma prevede, infatti, un cambiamento nel sistema di formazione e di reclutamento per chi vuole diventare insegnante. Prima di tutto non ci sarà più il costoso TFA, ma il III ciclo sarà garantito entro gennaio, come più volte confermato dalla Giannini.

I concorsi, a differenza dei precedenti, verranno banditi con una certa regolarità. Al concorso si potrà accedere con la laurea quinquennale e ovviamente bisognerà essere in possesso dei CFU richiesti per la cdc in cui il candidato decide di concorrere. I CFU possono essere acquisiti o durante il percorso universitario o tramite esami fuori piano (il limite minimo è di 24 crediti).

Riforma scuola: il nuovo iter per diventare insegnanti

I candidati che parteciperanno al concorso a cattedra (ovviamente qui non si fa riferimento al prossimo che dovrebbe essere bandito entro il 1° dicembre) e risulteranno idonei dovranno affrontare un percorso di formazione della durata di 3 anni.

L'iter prevede durante il primo anno il conseguimento del titolo di specializzazione all'insegnamento secondario, mentre i due successivi anni, come indicato nel comma 181 della riforma scuola, il docente dovrà seguire tirocini formativi, e svolgerà gradualmente il suo ruolo, anche in sostituzione di docenti assenti.

Il docente durante il percorso di formazione verrà retribuito, anche se non è stato specificato nulla a riguardo, ma si ipotizza un compenso di almeno 400 euro al mese, visto che risulterà come un apprendistato.

Ci teniamo a sottolineare che durante i 3 anni il docente verrà assunto con un contratto a tempo determinato.

Concorso a cattedra: cosa succede per chi non lo supera

Sempre nel comma 181 della legge n. 107/2015 si legge che ci sarà l'opportunità di poter conseguire a proprie spese il diploma di specializzazione anche per i candidati non vincitori del concorso o che non hanno potuto parteciparvi. L'elemento di criticità del comma 181 è dovuto al fatto che non viene chiarito se il docente in questo caso possa insegnare solo nelle paritarie o anche nelle statali.

Qui attendiamo un chiarimento. Per rimanere aggiornati su scuola e lavoro, come ilconcorso Salerno con contratto a tempo indeterminato e con scadenza il 20/11, seguitemi.

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