Continua la bagarre previdenziale nella quale l’Italia è bloccata da mesi senza apparenti vie d’uscita. Le ultime news sulle pensioni 2016 aggiornate ad oggi 3 dicembre ruotano ancora attorno al rapporto OCSE che spinge il nostro paese a fare di più per ridurre gli esborsi previdenziali: ieri avevano commentato il documento sia Boeri, presidente INPS, che Poletti, ministro del lavoro, oggi è invece stato il turno dei sindacati che come ampiamente prevedibile hanno puntato tutto sulla dicotomia tra sostenibilità economica e sostenibilità sociale.

Nel mezzo un altro intervento di Boeri che ha annunciato l’invio di sole 150mila buste arancioni che verrà portato a termine da qui sino a Natale. Il numero di inoltri appare evidentemente esiguo, contingenza che Boeri ha spiegato col fatto che i Ministeri non hanno dato l’ok al superamento del vincolo di spesa. Sempre Boeri ha riproposto la sua ‘vecchia’ ipotesi di tagliare le Pensioni d’oro, quelle sopra 3500 euro, proposito al quale ha risposto Poletti ma non Renzi, come al solito intento a nascondere le proprie carte per cercare di studiare la situazione al meglio.

Notizie pensioni 2016 oggi 3 dicembre: prepensionamento e pensioni d’oro, Renzi immobile, Boeri ‘sconfina’

Come accennato in apertura, le ultime notizie sulle pensioni 2016 aggiornate ad oggi 3 dicembre si rifanno al rapporto OCSE e alle proposte targate Boeri.

Partendo da quest’ultime, il presidente INPS ha rilanciato l’ipotesi di tagliare le pensioni d’oro, ‘una sua idea’ ha chiosato Poletti, ‘un’idea legittima da esprimere anche se mi sembra chiaro che l’INPS ha la funzione di gestire il sistema previdenziale, mentre la responsabilità delle decisioni è del Parlamento’. Una presa di posizione importante che viene dopo mesi in cui Boeri ha sconfinato in aree che non gli competono e che non gli devono competere in quanto presidente INPS e non titolare di una qualche carica politica.

I suoi interventi tra l’altro hanno posto in secondo piano il programma sul prepensionamento faticosamente portato avanti da Damiano e dalle Commissioni Lavoro delle due Camere che ad oggi si ritrovano con un pugno di mosche in mano. E mentre Renzi non si espone e non commenta né le ipotesi Boeri né le repliche di Poletti, enti sovranazionali come l’OCSE continuano ad imporre diktat alla nostranazione: ‘L’Italia e’ il Paese che più di ogni altro ha realizzato negli ultimi 20 anni interventi di messa in sicurezza della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico’ ha dichiarato il segretario CISL Maurizio Petriccioli.

‘Qualunque politica che si ponga l’obiettivo della sostenibilità finanziaria attraverso la riduzione delle prestazioni pensionistiche e l’aumento dell’età pensionabile è socialmente impraticabile’ ha concluso Petriccioli esprimendo un concetto al quale ci sentiamo di accodarci per la purezza del ragionamento contenuto.

Riforma pensioni 2016, novità oggi 3 dicembre: sindacati vs l’OCSE, buste arancioni in arrivo

Guardando al presente e smettendo per un istante di volgere lo sguardo alla prossima riforma delle pensioni, importanti novità arrivano dall’INPS con Boeri ad aver annunciato l’invio delle buste arancioni: ‘Ne manderemo solo una piccola parte, circa 150 mila, entro Natale perchè non ci è stata data l'autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, la spesa per spedizioni è contingentata’.

L’auspicio espresso dal numero uno dell’INPS è che la Legge di Stabilità sblocchi la spesa per poi poter autorizzare l’inoltro del resto delle buste. Come in un percorso circolare torniamo infine alla reazione avuta dai sindacati nei riguardi del rapporto OCSE: ‘Il documento conferma che l’Italia detiene la maglia nera nell’età di accesso alla pensione. Bisogna introdurre subito una flessibilità stabilendo un range tra 63 anni e 70 anni’ ha evidenziato il segretario confederale della UIL Domenico Proietti. Per i sindacati tante buone parole ma pochi fatti. E non è una novità.