Il Governo dovrebbe pronunciarsi nei prossimi mesi con una proposta riguardante la cosiddetta flessibilità in uscita al fine di modificare le norme rigide dettate dalla Riforma Fornero. Lo ha comunicato il viceministro dell'Economia Enrico Morando durante l'esame degli emendamenti alla legge di stabilità in Commissione Bilancio alla Camera, "Il Governo ha intenzione di adottare, nell'ambito di un provvedimento da varare nei primi mesi del 2016, misure generali relativi ai requisiti per l'accesso al pensionamento anticipato rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente", ha detto.

Come anticipato tempo fa dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, infatti, la flessibilità in uscita è un argomento da riaprirsi a partire dal 2016 per evitare ulteriori "pasticci". Si attende, quindi, un provvedimento dell'esecutivo che possa garantire un futuro pensionistico a migliaia di lavoratori rimasti penalizzati dalla legge Fornero entrata in vigore nel 2012. Nel corso dell'esame del testo del ddl di stabilità, Morando ha lasciato trasparire le intenzioni del Governo nell'affrontare i temi riguardanti l'estensione dell'opzione contributivo donna e della settima salvaguardia per gli esodati.

Accantonati gli emendamenti sull'opzione donna e precoci

Il disegno di legge di stabilità, infatti, prevede la proroga dell'opzione donna fino al 31 dicembre 2015, dando la possibilità alle lavoratrici di lasciare anticipatamente il lavoro dopo aver raggiunto 57 anni di età e 35 anni di versamenti contributivi a condizione che il loro assegno venga calcolato interamente con il metodo contributivo. A rimanere penalizzate, però, sono le lavoratrici nate nell'ultimo trimestre del 1958 visto che, con l'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, sarebbero costrette a lavorare tre mesi in più dal 2016.

Disco verde anche per quanto riguarda l'eliminazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci.

Credito d'imposta per le imprese del sud, via dal Governo

Stando alle indiscrezioni, invece, sono state bocciate le misure relative alla Quota 96 del comparto scuola e al pensionamento dei macchinisti ferroviari. Anche l'emendamento riguardante la proroga della Dis-Coll fino a tutto il 2016 è stato bocciato in Commissione Bilancio al Senato.

Va segnalato inoltre, un emendamento depositato nei giorni scorsi dal Governo per introdurre un credito d'imposta per le imprese del Sud. Il credito sarà del 20 % per le piccole imprese che effettuano investimenti fino ai 1,5 milioni di euro, del 15 % per le medie imprese che investono fino ai 5 milioni di euro e, infine, del 10 % per le grandi imprese che investono fino ai 15 milioni di euro.

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