Alla Camera dei Deputati sono in corso le discussioni riguardanti gli emendamenti alla legge di stabilità: sul tema della riforma delle pensioni, si attendono oramai soltanto dei correttivi sulle questioni che riguardano gli esodati, l'opzione donna e l'anticipo della no tax area al 2016. Nel frattempo, è scoppiata la polemica su quel meccanismo per il quale i pensionati dovranno restituire all'Inps la cifra di circa 40 euro a partire dal 1° gennaio 2016: la Cgil chiede un intervento in legge di stabilità per evitare che il reddito da pensione venga ancora una volta penalizzato, mentre l'Ugl accusa il governo Renzi di non fare mai nulla, sul piano legislativo, per tutelare i redditi da lavoro e da pensione.

Mentre i pensionati dovranno restituire i circa 40 euro, continuano a piovere attacchi sul Piano Boeri e soprattutto sulla questione del taglio alle Pensioni d'oro e ai vitalizi.

Vitalizi, assegni d'oro e la mancata riforma pensioni 2016

Contro il Piano Boeri, soprattutto sulla questione del prelievo sugli assegni superiori a 3500 euro lordi mensili, è intervenuta anche la Federmanager che ha sottolineato come le dichiarazioni e le proposte del presidente dell'Inps abbiano l'unico effetto di destabilizzare il paese su un tema molto importante come quello della riforma delle pensioni e delle connessioni tra assistenza e previdenza.

Negli ultimi giorni è stato un vero e proprio fuoco incrociato: si è iniziato con Lamberto Dini, che ha sottolineato come Boeri non debba eccedere nel suo ruolo di tecnico, e si è arrivati a Portas del Partito democratico che ha attaccato duramente il bocconiano accusando l'Inps di sperperare i propri fondi in costosissime procedure informatiche. Il messaggio di Portas è durissimo, che Boeri pensi a gestire l'ente previdenziale senza spaventare inutilmente le persone tanto più che chi guadagna 2mila euro al mese rappresenta il vero welfare del paese.

Prelievo a gennaio e ultime news riforma pensioni 2016

Mentre sembra essere stata accantonata definitivamente la riforma delle pensionia partire dalla flessibilità in uscita, i pensionati dovranno fare i conti con un meccanismo piuttosto complesso il quale, però, porterà a leggeri tagli sulle pensioni a partire dal 1° gennaio 2016. Con la liquidazione dell'assegno di gennaio, i pensionati troveranno immediatamente 20 euro in meno: si tratta di un prelievo una tantum in vista della restituzione all'Inps di importi non dovuti e che invece sono stati liquidati nell'arco dell'anno 2015.

Altri 20 euro, invece, verranno restituiti dai pensionati con microprelievi mensili nel corso di tutto l'anno solare 2016. Questa 'restituzione' si rende necessaria a partire dal meccanismo che lega l'inflazione all'indicizzazione delle pensioni: nel 2015 l'Inps aveva previsto uno 0,1% in più che poi non si è verificato e così, contestualmente alle previsioni per il 2016, i pensionati dovranno restituire una piccola somma che è stata erogata in più.

Buone notizie arrivano soltanto per coloro che possono vantare una pensione tra le 3 e le 6 volti superiori al minimo (cioè, tra i 1450 euro e i 2800 euro lordi mensili) per i quali, a seguito del decreto legge n.

65 del 2015, si avrà un incremento annuo dell'assegno compreso tra i 40 e 130 euro. Resta grottesco il fatto che per gli assegni più bassi (fino a tre volte il minimo) vi sono soltanto prelievi e alleggerimenti e nessun aggiustamento dell'indicizzazione, mentre per quelli più alti sono previsti dei piccoli vantaggi. Per news e approfondimenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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