Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi appare ancora molto tentennante sul fatto di riprendere in mano la tanto famigerata flessibilità in uscita.Nei mesi scorsi, il Premier aveva promesso diriaprire il capitolo a partire dal 2016: promessa nonmantenuta visto che, stando alle indiscrezioni, tra gli impegni del Governo viene ancora una volta escluso il delicato tema dei pensionamenti flessibili.

Flessibilità ancora ferma al palo, ecco i motivi

Riforma delle Pubbliche Amministrazioni, riforma Costituzionale e unioni civili sono gli argomenti prioritari che, secondo le idee di Renzi dovrebbero essere affrontati nel 2016.

Con molta probabilità infatti, la flessibilità potrebbe essere nuovamente rinviata, deludendo le aspettative di migliaia di lavoratori che, nel 2012 hanno dovuto fare i conti con la Legge Fornero.La preoccupazione che un intervento possa comportare dei costi ingenti per le casse statali e quindi, gravare anche sui pensionati che sarebbero costretti a contribuire, costituisce una delle motivazioni che induce il Governo Renzi a temporeggiare. Ci sarebbe, poi, la preoccupazione del Premier di andare incontro ai giudizi dell'Unione Europea che si dimostra contraria ad una contro-riforma, dal momento che si potrebbero creare squilibri sui conti pubblici.

Di certo non mancano le proposte giunte sui tavoli del Parlamento e del Governo, avanzate da tutte le forze politiche. Va ricordata la proposta avanzata dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che al momento resta la più discussa: uscita a partire dai 62 anni di età e 35 anni di contributi con penalità sull'assegno fino all' 8 %. Una proposta simile è stata elaborata dal Presidente dell'Inps Tito Boeri che, invece, prevede l'uscita a partire dai 63 anni e 7 mesi di età unitamente ai 20 anni di contributi pena una riduzione fino al 10 %.

Inizia l'esame in Commissione del decreto milleproroghe

Mentre si attende una decisione esaustiva da parte del Governo, si continua a lavorare sul decreto milleproroghe che sta seguendo il suo esame in Commissione Lavoro alla Camera. Intanto, i Dem continuano a sostenere l'idea riguardante l'estensione della settima salvaguardia anche ai lavoratori stagionali, in mobilità e a coloro che assistevano familiari con disabilità.

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