Come previsto ed anticipato nelle scorse settimane, l'accordo sulla mobilitàsembra essere destinato a saltare. Ne dà notizia l'edizione odierna di 'Italia Oggi' (martedì 5 aprile): il ministero della Pubblica Amministrazione e il Mef, infatti, hanno espresso tutte le loro perplessità in merito all'intesa Miur-sindacati riguardante le modalità di trasferimento dei docenti. In particolare, il ministro Madia non avrebbe gradito il criterio inerente la procedura per la chiamata diretta degli insegnanti mentre al Mef non piace il ripristino, seppur parziale visto che riguarderà solamente una platea ridotta di docenti, della mobilità su Scuola e non su ambito territoriale, come indicato dalla legge 107.

Ne consegue che il termine per la presentazione delle domande di mobilità, inizialmente previsto per il prossimo 15 aprile, è inevitabilmente destinato ad essere protratto.

Ultime news scuola, martedì 5 aprile: mobilità a rischio, manca l'ok di Funzione Pubblica e MEF

D'altro canto, il Ministero dell'Istruzione, invece, difende i contenuti dell'accordo stipulato con i sindacati, fermo nella propria convinzione che quanto stabilito nell'ipotesi di contratto mobilità docenti 2016/2017 rappresenti una valida e coerente soluzione per superare le carenze della legge 107.

Ecco perchè, a tal proposito, il dicastero di Viale Trastevere intende parlarne al più presto con la Ragioneria generale dello Stato e la Funzione Pubblica in una riunione che si terrà a Palazzo Vidoni nei prossimi giorni. A questo punto, però, il ritardo accumulato sinora rischia di far slittare anche le assunzioni a tempo indeterminato.

Due questioni da risolvere: licei musicali e docenti sostegno scuole secondarie II grado

Bisognerà sciogliere alcuni nodi come quelli riguardanti i licei musicali e i docenti di sostegno delle scuole secondarie di secondo grado. Nel primo caso, l'ipotesi di contratto di mobilità prevede una sequenza contrattuale ad hoc (ma è in atto un contenzioso tra il Miur e i sindacati); nel secondo caso, invece, bisognerà decidere se ai docenti di sostegno verrà preclusa la possibilità di partecipare alla mobilità ordinaria nel caso in cui chiedano l'acquisizione della titolarità sulla sede dove attualmente stanno prestando servizio.

Infine, il clima di incertezza riguardante il nuovo contratto di mobilità 2016/7 è acuito dal fatto che non è stata ancora programmata la piattaforma informatica che dovrà occuparsi della gestione delle operazioni.

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