Sulle pagine del quotidianoIl Manifesto è in atto un interessante dibattito sul nodo delle scuole aperte d'estate: il mondo della Scuola si è essenzialmente diviso in due sull'opportunità o meno del progetto. I temi trattati sono molto variegati e pongono al centro dell'attenzione lo statuto del ruolo docente: da un lato, infatti, c'è chi sostiene che si tratta di un modo per sottolineare, ancora una volta e in maniera cieca, il fatto che gli insegnanti sarebbero dei 'fannulloni', un modo insomma per mettere ancora più in crisi la dignità del ruolo di educatore, sottolineandone i privilegi; dall'altro, c'è chi sottolinea l'importanza di un provvedimento del genere, perché aiuterebbe a mettere al centro della vita sociale, nuovamente e in maniera originale, l'istituzione scolastica.

C'è, infine, chi ritiene che il progetto delle scuole aperte d'estate rappresenta sicuramente una buona iniziativa, ma il problema riguarda piuttosto il fatto che i fondi stanziati sono insufficienti (e quindi il programma rischia o di arenarsi o di andare avanti grazie ad una specie di 'volontariato') e che, molto probabilmente, si inserisce in piena campagna elettorale.

Il dibattito sulle scuole aperte d'estate

Su Il Manifestoè stato pubblicato l'intervento di Giorgio Dal Fiume che ha voluto sottolineare come la linea espressa dall'articolo di Alba Sasso non sia condivisibile: il progetto delle scuole aperte d'estate non rientra semplicemente nel discorso neoliberista delle riforme del governo Renzi, ma si tratta, anche se in maniera criticabile, di un tentativo di porre al centro dell'attenzione un problema serio come quello della dispersione scolastica.

L'autore dell'intervento si dice convinto che il ministro Giannini non stia operando bene nel mondo della scuola, ma l'idea che il progetto delle scuole aperte d'estate propone è da condividere: si tratta, finalmente, di un nuovo modo di intendere il rapporto tra scuola e società. Inoltre, l'apertura delle scuole nel periodo estivo andrebbe incontro alle esigenze di molte famiglie, soprattutto quelle meno abbienti.

La contro-risposta e perché non si può essere d'accordo con questo progetto

Alba Sasso ha deciso di rispondere all'intervento di Giorgio Dal Fiume, sottolineando quali siano i motivi delle remore nei confronti del progetto della Giannini sulle scuole aperte d'estate. Innanzitutto, la poca chiarezza del progetto: cosa si intende offrire realmente alle famiglie? Si combatte realmente la dispersione scolastica intercettando i ragazzi che non vanno a scuola durante l'anno ma ci andrebbero d'estate per laboratori e sport?

E da chi sarebbe formato il personale, dai docenti 'fannulloni' che hanno troppe vacanze estive? Il problema riguarda anche la disponibilità economica: i fondi stanziati sono troppo limitati e questo rende il progetto più una 'trovata' elettorale e pubblicitaria che non un vero affrontare il problema. Insomma, l'idea di fondo, secondo Alba Sasso, è sicuramente condivisibile, ma il programma dovrebbe essere studiato in maniera molto più approfondita, cercando realmente di coinvolgere tutte le agenzie sul territorio.

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