Continua a tener banco questione dell'assegnazione del bonus ai docenti della scuola italiana per l'anno scolastico 2015/2016. Sotto accusa sono i criteri che ciascun comitato di valutazione ha deciso di adottare per assegnare il premio di merito: in molte scuole docenti, ed anche studenti, non ritengono che i parametri di riferimento assegneranno, oggettivamente, la somma di denaro ai professori più meritevoli.

E, tra le varie decisioni adottate dai comitati di valutazione, rientra anche il criterio che ricalca, fedelmente, la riforma dell'ex ministro Brunetta che nel 2009 suddivideva i premi agli statali in due categorie, lasciandone fuori una. 

Bonus scuola 2016: il modello che ricalca la riforma Brunetta

Sarà così al Liceo Vittorini di Napoli dove, secondo il documento firmato dal comitato di valutazione, il premio di merito sarà assegnato ai tre quarti dei docenti in organico con contratto a tempo indeterminato con questa modalità: ad un terzo, quelli giudicati maggiormente meritevoli, spetterà la metà dell'importo stanziato all'intero istituto e l'altra metà dell'importo ai due terzi del 75 per cento dei docenti.

Rimarrebbe fuori dall'assegnazione del bonus scuola un quarto dei professori ritenuti i meno meritevoli. La nostra redazione di notizie ha provveduto a calcolare quanto spetterà a ciascun docente, a seconda che ricada tra i più bravi o tra i mediamente bravi. Considerando che ciascuna scuola percepirà un importo medio pari a 24.000 euro lordi e che l'istituto in questione ha un corpo docenti a tempo indeterminato di 83 professori, il totale dei docenti che verranno premiati sarà di 62. Di questi, venti docenti riceveranno un premio di 600 euro lordi a testa, mentre altri 42 ne percepiranno 285. Tra l'altro, come già sta avvenendo in tante altre scuole di tutta Italia, un gruppo di docenti del Vittorini ha firmato una liberatoria per essere escluso dal concorso per l'assegnazione del bonus

Riforma Pa 2016: come saranno premiati gli statali?

Il metodo adottato dal Liceo Vittorini si basa sul riforma della Pubblica amministrazione di Brunetta.

La meritocrazia dell'ex ministro forzista si basava, infatti, sul premiare il 25 per cento dei più bravi nei comparti pubblici con la metà dei premi accessori ed il 50 per cento con l'altra metà. La riforma Brunetta è stata presa in considerazione anche nell'attuale progetto di riforma dell'impiego pubblico del ministro Madia, salvo poi essere giudicata troppo inflessibile con l'istituzione delle classi di merito. Con il tavolo delle trattative al quale interverranno i sindacati in programma a luglio non è escluso, in ogni modo, che la riforma Brunetta non torni ad essere proposta per premiare gli impiegati statali che, però, non superino un certo livello di reddito.