C'è molta attesa, soprattutto tra i docenti precari, per vedere quale sarà la linea di azione del nuovo ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli. Dalle prime parole pronunciate dall'ex sindacalista della Cgil, si evince l'intenzione di affrontare seriamente le problematiche legate al mondo della Scuola, nonostante il neo ministro abbia avuto poco o nulla a che fare con la scuola, nel corso della sua carriera politica. Non sarà facile prendere delle decisioni sul tema del precariato, dove soprattutto si rivendica l'abolizione del tetto dei 36 mesi, uno dei punti cardini della legge 107 ma anche tra i più contestati.

Ultime news scuola, domenica 18 dicembre 2016: precari chiedono abolizione tetto 36 mesi

I docenti precari di seconda e di terza fascia di istituto vogliono ripartire proprio da questa ingiustizia introdotta con la riforma renziana, ingiustizia che va esattamente in direzione opposta a quelle che sono le direttive europee. I precari di terza fascia rammentano al ministro Fedeli che, nonostante non siano riusciti ad ottenere l'abilitazione (e non perchè non ne avevano le capacità ma soprattutto per gli alti costi economici per ottenerla), possono vantare lauree, master, corsi di perfezionamento e altri titoli importanti, senza contare il titolo che 'vale di più', ovvero i molti anni di insegnamento nelle scuole come supplenti.

Docenti precari II e III fascia: 'Basta insegnanti di serie A e B, per tutti gli stessi diritti'

E allora i docenti precari chiedono, soprattutto, al nuovo ministro di togliere le differenze tra precario e precario e tra precario e docente di ruolo. Basta con gli insegnanti di serie A e di serie B: chi siederà in cattedra dovrà avere gli stessi diritti, oltre che gli stessi doveri. Naturalmente, si dovrà ripartire dalla stabilizzazione.

Il piano straordinario di assunzione della Buona Scuola è stato un fallimento, proprio perchè, in molti casi, le immissioni in ruolo sono state scriteriate e senza logica. I docenti di II e III fascia chiedono di procedere con razionalità, esaurendo le GaE ma stabilizzando anche chi lavora da molti anni nella scuola e ha maturato il diritto dell'immissione in ruolo.

In qualità di ex sindacalista Cgil, ci si aspetta dal nuovo ministro Valeria Fedeli una certa sensibilità sull'uguaglianza dei diritti dei lavoratori.

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