Le ultime notizie sulla riforma pensioni, ad oggi, mercoledì 19 luglio 2017, sono inerenti alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante un videoforum organizzato dal quotidiano 'Repubblica'. Inoltre, faremo il punto della situazione al termine della prima fase della presentazione delle domande per l'Ape Sociale e per i lavoratori precoci.

Pensioni, notizie oggi 19 luglio 2017: Poletti 'Ape Volontaria ai primi di settembre'

Abbiamo imparato bene, purtroppo, a non 'fidarci' poi così tanto delle dichiarazioni rilasciate dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed ecco perché anche quanto detto in occasione di un videoforum organizzato da Repubblica va preso con le molle.

Il ministro ha affermato che l'Ape volontaria, che, non dimentichiamolo, sarebbe dovuta partire lo scorso 1° maggio, sarà utilizzabile a partire dai primi giorni di settembre. Del resto, lo si era ampiamente capito che prima delle ferie d'agosto, il decreto sulla pensione anticipata non avrebbe visto la luce in Gazzetta Ufficiale.

Tra l'altro, l'onorevole Poletti ha sottolineato come la Legge Fornero abbia sbagliato nell'aumentare in modo brusco l'età di pensionamento: secondo l'esponente del Governo, sarebbe stato meglio, invece, procedere con un passaggio graduale dai vecchi ai nuovi requisiti richiesti.

Ultime notizie pensioni ad oggi 19 luglio 2017: Ape sociale e precoci, inizia una fase delicata

Sono arrivati, intanto, i numeri ufficiali relativi alla prima fase per la presentazione delle domande per l'Ape Sociale e per i lavoratori precoci, quella conclusasi lo scorso 15 luglio. L'Inps ha comunicato che le domande presentate complessivamente sono state 66.409 con una netta prevalenza dell'Ape Sociale (39.777 contro 26.632).

E' chiaro come, a questo punto, sia iniziata una fase particolarmente delicata che durerà sino a metà ottobre, termine entro il quale l'Inps dovrà vagliare tutte le domande pervenute e provvedere, di conseguenza, a comunicare ai diretti interessati l'accoglimento o meno della domanda, in base ai requisiti posseduti.

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Pur considerando che il Governo aveva stimato in 60mila il numero delle domande che sarebbero state presentate e che un certo numero di queste non verranno accettate, si profila, comunque, il rischio che non tutte le istanze potranno rientrare nel budget di spesa previsto dalla legge di bilancio 2017.

Non dimentichiamoci, inoltre, della seconda fase per la presentazione delle domande che durerà sino al prossimo 30 novembre: tali richieste, però, saranno oggetto di considerazione solamente nel caso in cui dovessero restare risorse economiche residue da spendere, salvo nuove disposizioni governative.

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