Il rapporto di lavoro domestico, quello con cui molte famiglie hanno a che fare, ormai è paragonabile a qualsiasi altra attività lavorativa. Anche in questo campo esiste un contratto collettivo da rispettare e da seguire in sede di assunzione e gestione del rapporto di lavoro. In questi giorni poi, con l’entrata in funzione della nuova stagione delle dichiarazioni dei redditi, ai Lavoratori il datore di lavoro deve rilasciare la Certificazione Unica, l’ex Cud che permetterà loro di presentare le dichiarazioni dei redditi. Sempre in materia dichiarazioni dei redditi, dal 16 aprile con il via del 730 i datori di lavoro potranno scaricare dal reddito le spese sostenute per il lavoro domestico.

Va sottolineato però che il datore di lavoro non ha le funzioni classiche di tutti i datori di lavoro come sono conosciuti negli altri settori lavorativi.

Il 730

In relazione al lavoro domestico, il 730 è un modello che può essere utilizzato da entrambe le parti di questo rapporto. Il datore di lavoro a diritto a dedurre dal suo reddito, il costo dei contributi previdenziali pagati nel 2017 per baby sitter, colf e badanti L’importo massimo che è possibile portare in deduzione resta fissato entro il limite di 1549,37 euro. Oltre ai contributi, se il lavoratore assunto è addetto all’assistenza di anziani o disabili (la classica badante) si potrà detrarre anche la spesa sostenuta per lo stipendio. Il lavoratore invece presentando il 730 potrà scaricare dal reddito e quindi dalle tasse, le spese sanitarie, le spese per la scuola o le attività sportive dei figli e tutti gli altri oneri detraibili consentiti.

Possibile anche ottenere il bonus Renzi da 80 euro (960 euro all’anno) che il datore di lavoro, non fungendo da sostituto, non è obbligato ad erogare.

Il contratto

Si può assumere come lavoratore domestico e quindi come colf, badante, giardiniere e così via, solo un soggetto in età da lavoro, cioè con 16 anni compiuti e che non sia parente o affine al datore di lavoro. Il CCNL prevede 4 livelli di assunzione, e per ognuno di essi un livello normale ed uno super. Per ogni livello è stabilita una apposita retribuzione minima a partire dai 629,15 euro per il livello A dove va assunto un lavoratore privo di esperienza e che non svolge tra le sue mansioni, quella di assistenza di soggetti non autonomi come anziani o invalidi. Oltre alla retribuzione mensile, ai lavoratori domestici spetta anche la tredicesima, cioè la mensilità aggiuntiva che si eroga normalmente a dicembre.

Orario

Gli orari di lavoro vengono stabiliti liberamente da lavoratore e datore di lavoro [VIDEO]ma secondo i limiti prestabiliti dal CCNL.

Per i lavoratori conviventi si può essere assunti massimo per 54 ore di lavoro a settimana delle quali 10 al giorno e non consecutive. Per i non conviventi invece, 8 ore al giorno e massimo 40 a settimana, sempre senza vincolo di continuità. Dopo una recente sentenza della Cassazione che ha condannato una Onlus che utilizzava diverse badanti, le ore di riposo spettanti alla lavoratrice o al lavoratore devono essere 11 consecutive per ogni giornata di lavoro. Sempre in materia di riposo, quello settimanale è stabilito in 36 ore, divise in 24 la domenica e 12 in qualsiasi altro giorno della settimana.

Altri elementi

Per ogni anno di lavoro il dipendente matura 26 giorni di ferie e per periodi inferiori all’anno, le ferie maturate sono pari a 2 giorni al mese. Le ferie non vanno pagate ma devono essere utilizzate dal lavoratore a meno che non ci si trovi dinnanzi ala risoluzione del rapporto di lavoro. In questo caso le ferie maturate e non sfruttate vanno indennizzate. Per i dipendenti conviventi spetta il vitto e l’alloggio e nel caso in cui il datore di lavoro non lo eroga perché non inserito nel contratto, al lavoratore spetta l’indennità sostitutiva. Per il lavoro domestico nonostante il datore di lavoro non funga da sostituto di imposta, entro il 30 marzo va rilasciato un documento che attesti gli stipendi erogati nell’anno precedente che non deve essere necessariamente una CU o un Cud. Con tale documento il lavoratore, come dicevamo precedentemente potrà presentare la propria Dichiarazione dei redditi. Il datore di lavoro inoltre è tenuto a versare i contributi previdenziali a carattere trimestrale [VIDEO]. Le prossime scadenze da ricordare sono il 10 luglio, il 10 ottobre ed il 10 gennaio prossimo. Sempre in relazione alle dichiarazioni dei redditi, le ricevute dei Mav, che sono i bollettini Inps da utilizzare per pagare i contributi, potranno essere utilizzate dal datore di lavoro per ottenere la detrazione a lui spettante.