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Le ultime notizie sulle Pensioni ad oggi, giovedì 20 settembre, riguardano l'arduo compito a cui sarà chiamato il Governo nei prossimi giorni, in merito alle misure da adottare per 'superare' la Legge Fornero. Tra promesse, illusioni e speranze, i lavoratori sono in attesa di conoscere quali saranno le decisioni dell'esecutivo Conte in merito ad una della questioni più delicate da affrontare nella definizione della Legge di Bilancio 2019 che il governo sarà chiamato a presentare a metà ottobre. Da un lato, allentare la cinghia significherebbe provocare reazioni negative da parte dell'Unione Europea e dai mercati finanziari; dall'altro lato, occorre considerare le pesanti ripercussioni politiche nel caso in cui venissero adottate delle misure insoddisfacenti rispetto alle promesse elettorali di Movimento Cinque Stelle e Lega.

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Quota 100 costerebbe circa 8 miliardi per l'anno 2019, una spesa che andrebbe inevitabilmente ad aumentare negli anni a venire. Ecco perchè, al tavolo dell'esecutivo Conte, verranno esaminate alcune opzioni che permetterebbero di limitare i costi.

Quota 100 a 62 anni, costo 8 miliardi

L'ipotesi lanciata da Matteo Salvini è quella relativa alla Quota 100 con 38 anni di contributi e, soprattutto, i conseguenti 62 anni di età anagrafica: questa viene considerata come l'opzione più 'generosa', impossibile fare di meglio per facilitare l'uscita pensionistica di migliaia e migliaia di lavoratori.

Secondo le stime, nel 2019, con Quota 100 a partire da 62 anni, potrebbero far domanda quasi 500mila lavoratori (492mila per l'esattezza). Costo otto miliardi di euro circa, una spesa che finirebbe inevitabilmente per salire nel caso in cui venisse dato il via libera ai 41 anni e mezzo di contributi per la pensione anticipata.

Pensioni, tre ipotesi allo studio del Governo

Una delle ipotesi che il Governo starebbe studiando è quella relativa all'applicazione del ricalcolo contributivo: si permetterebbe al lavoro l'uscita pensionistica in cambio di una decurtazione dell'assegno per effetto del ricalcolo contributivo sui versamenti dal 1996 in poi.

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Applicando tale paletto, a conti fatti, il lavoratore andrebbe a prendere una pensione più bassa del dieci-quindici per cento circa. Un'altra opzione che l'esecutivo starebbe prendendo in considerazione sarebbe quella di prevedere un massimo di 2 anni di contributi figurativi, legando la nuova Quota 100 agli scatti biennali previsti dal meccanismo 'speranza di vita'. Una terza ipotesi, quella più stringente, sarebbe quella relativa all'introduzione di una Quota 100 molto simile all'Ape Social, prevedendo cioè la concessione dell'uscita pensionistica solamente alle categorie di lavoratori svantaggiati.

I fondi aziendali come risorsa per consentire l'uscita pensionistica anticipata

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'Il Corriere della Sera', qualunque possano essere i vincoli che il Governo deciderà di predisporre, sembra ormai assodato il legame dell'accesso pensionistico anticipato con i fondi di categoria che, secondo l'accordo stipulato dai sindacati e dalle imprese, permettono il prepensionamento dei lavoratori in esubero fino a cinque anni. L'intenzione del Governo sarebbe quella di prevedere un incentivo fiscale a favore delle imprese per l'applicazione di questa sorta di canale parallelo Quota 100-fondi di categoria.

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