"Ho chiesto quota 100 e i tecnici ci stanno ancora lavorando. Un'età pari a 64 anni è un limite troppo alto. Dobbiamo essere più rigorosi", lo ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Salvini intervenuto martedì 11 settembre alla trasmissione "Porta a Porta" andata in onda su Rai 1. Il vicepremier, infatti, ha rilanciato la nuova proposta volta ad eliminare i paletti imposti alla quota 100 che penalizzerebbero migliaia di lavoratori.

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Secondo il parere del segretario federale della Lega, sarebbe necessaria l'uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi. In alternativa, si potrà lasciare l'attività lavorativa dopo il raggiungimento di almeno 41 anni e 6 mesi di anzianità contributiva, indipendentemente dall'età anagrafica, superando in questo modo l'adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

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Tria favorevole al taglio dell'Irpef

Oltre alla riforma previdenziale, il vicepremier leghista ha annunciato di voler intervenire anche sulla cosiddetta flat tax e sul taglio dell'Irpef; proposta condivisa anche dal Ministro dell'Economia Giovanni Tria che, stando a quanto riporta il quotidiano Il Corriere della Sera, ha dichiarato: "Un primo accorpamento delle aliquote e una prima riduzione per i redditi familiari mi trova favorevole.

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Pensioni Matteo Salvini

Sui redditi minimi probabilmente si alzerà la soglia di un po'".

Lo stesso Salvini ha aggiunto che verranno ripresi i temi riguardanti il condono delle cartelle esattoriali fino a 100 mila euro (pace fiscale) e il cosiddetto reddito di cittadinanza. Inoltre, entro fine mese potrebbe arrivare anche il primo decreto sul tema immigrazione-sicurezza.

Per la quota 100 di Salvini servono 20 miliardi

Intanto viene reso noto che secondo le recenti stime elaborate dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale la proposta lanciata da Matteo Salvini potrebbe comportare un costo pari a 13 miliardi di euro per il 2019; una cifra che potrebbe salire fino a toccare i 20 miliardi oltre ad allargare la platea dei potenziali beneficiari (circa 750 mila).

Altri 17 miliardi di euro, invece, occorrerebbero per finanziare il reddito di cittadinanza. Come anticipato dal vicepresidente del Consiglio Salvini, le risorse finanziarie potranno essere reperite dal condono delle cartelle esattoriali dal quale si potrà ricavare una cifra pari a 20 miliardi di euro.

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