Preoccupazione per le ultime indiscrezioni apparse su più fonti giornalistiche, tra cui AdnKronos, in cui si legge che la quota 100 porterà con sé diversi paletti: anagrafico, contributivo e il possibile divieto di cumulare la pensione con i redditi da lavoro. Questa parrebbe essere in linea con le intenzioni insite nella quota 100, ossia il ricambio generazionale. Ma allo studio vi sarebbe un altro vincolo decisamente più penalizzante per tutti coloro che volessero optare per l’uscita con la quota 100, ossia l’impossibilità di cumulare gratuitamente i contributi versati in più casse previdenziali. Un’indiscrezione questa che ha subito creato malumori e forti preoccupazioni anche tra i sindacati.

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Quota 100: 3 i possibili paletti

Chi vorrà optare per quota 100 dal 2019 dovrà avere almeno 62 anni anagrafici e 38 di contributi versati, fuori sia coloro che hanno 63-64 anni ma meno anni contributivi alle spalle, quanto i precoci che pur avendo 40/41 anni versati nelle casse dell’Inps risultano, per il Governo, troppo giovani per poter accedere alla pensione. Quanti, si stimano circa 380 mila persone, riusciranno ad accedere alla pensione dal 2019 non subiranno tagli, Durigon (sottosegretario del Ministero del Lavoro) lo ha confermato.

Così come pare essere possibile il terzo paletto tale per cui chi opterà per uscire prima non potrà (o se lo farà avrà grossi disincentivi) optare per proseguire con eventuali consulenze con le aziende presso cui lavorava prima.

Lo scopo è garantire il ricambio nel mondo del lavoro: fuori gli anziani, dentro i giovani e non permettere alle aziende di usare le risorse più anziane, una volta fuori. Su questo i lavoratori si dicono concordi, chi va in pensione deve lasciare spazio ai giovani, non prendere la pensione più un reddito da lavoro.

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Resta invece un paletto che sta creando molti dissapori ed è, stando a quanto diffuso da AdnKronos, il possibile divieto di cumulo dei contributi per chi ha versato in più casse.

Quota 100, addio al cumulo gratuito per chi va in pensione a 62 anni?

Il cumulo esteso dalla legge di bilancio 232/2016 permette agli assicurati di poter ricongiungere senza costi aggiuntivi i periodi contributivi versati in gestioni previdenziali differenti. Una possibilità che, purtroppo ora potrebbe essere negata dall'esecutivo giallo-verde per rendere la nuova misura previdenziale, che verrà introdotta dal 2019 in manovra, meno dispendiosa possibile.

I leader dei sindacati, sia Proietti quanto Ghiselli, intervistati da 'pensionipertutti', sostengono che sarebbe iniquo e assurdo abolire una norma importante che ha concesso il pensionamento a molti in questi ultimi anni. I contributi devono continuare ad avere il giusto valore indipendentemente da quali casse siano stati versati.

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