"Mi auguro che nella pioggia di emendamenti prevista per il decretone, ci sia anche una norma per salvare gli esodati rimasti intrappolati dalla Legge Fornero", lo ha confermato l'ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano mentre si attende il vertice di maggioranza che dovrebbe riunirsi martedì per scrivere gli emendamenti volti ad apportare alcuni correttivi alle misure contenute nel maxi decreto unico su Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Damiano chiede modifiche all'Ape Sociale e nona salvaguardia

Per il dirigente del Partito Democratico, infatti, non bastano le otto misure di salvaguardia approvate finora visto che, nonostante le clausole di tutela ancora 6 mila esodati sono rimasti privi di copertura previdenziale. Si tratta di tutti quei lavoratori che nonostante abbiano raggiunto i requisiti per il pensionamento, sono rimasti 'vittime' delle rigide norme dettate dalla precedente Riforma Fornero del 2011.

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Il maxi decreto che contiene le misure in materia previdenziale sta seguendo il suo iter parlamentare al Senato e non si escludono nuove proposte di modifica che dovrebbero riguardare alcuni punti apparsi poco chiari come l'anticipo del Trattamento di Fine Servizio a favore dei dipendenti della Pubblica Amministrazione che scelgono l'uscita anticipata con Quota 100 e il riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi da estendere a tutti coloro che hanno compiuto un'età superiore ai 45 anni.

Per lo stesso Cesare Damiano, inoltre, questi emendamenti potrebbero non essere sufficienti e avrebbe chiesto una nuova misura di salvaguardia che possa tutelare circa 6 mila lavoratori rimasti esclusi dalle precedenti tutele ricordando il successo ottenuto con le otto salvaguardie approvate che sono servite per garantire il diritto alla pensione a circa 150 mila esodati. Tra le richieste del Partito Democratico, anche una correzione al cosiddetto Ape Sociale ed in particolare la cancellazione del vincolo inerente all'obbligo di aver esaurito gli ammortizzatori sociali per i disoccupati visto che il 75 % dei richiedenti dell'Ape Social appartengono a categorie più economicamente svantaggiate.

Sindacati in piazza protestano contro Quota 100

Intanto, le tre sigle confederali Cgil, CIsl e Uil continuano a manifestare contro il sistema delle quote ideato dalla Lega considerandolo poco efficace e penalizzante per alcune fasce di lavoratori. Stando a quanto afferma l'agenzia di stampa AGI, però il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, avrebbe risposto così: "È un pò singolare che si scenda in piazza contro Quota 100 quando non lo si era fatto per la Legge Fornero".