"Se alla fine uscissero tutti o quasi i lavoratori che potenzialmente possono aderire a Quota 100, e sono nel 2019 315 mila, le risorse potrebbero non essere sufficienti", lo ha spiegato l'esperto di previdenza molto vicino alla Lega Alberto Brambilla secondo il quale la misura potrebbe rivelarsi molto costosa ed iniqua.

Come ormai noto, la misura della Quota 100 contenuta nella nuova Legge di Stabilità 2019, è una misura in via sperimentale che potrà essere utilizzata da tutti coloro che sono in possesso dei requisiti per un periodo fino a tre anni, ovvero dal 2019 al 2021.

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Mentre a partire dal 2022 il Governo Conte punta all'introduzione del meccanismo di Quota 41 che sarà esteso a tutti in modo tale da poter concedere la possibilità di uscita anticipata dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di anzianità contributiva indipendentemete dall'età anagrafica.

Brambilla: 'La misura avrà effetti fino al 2026'

Stando a quanto riportato dal quotidiano "Il Messaggero", il numero delle domande presentate ammonta a circa 15.579 a pochi giorni dall'entrata in vigore del provvedimento contenuto nel maxi decreto che sta seguendo l'iter parlamentare per la conversione in legge.

Un numero decisamente superiore rispetto alle aspettative: il centro sud, infatti, ha superato nettamente il Nord con circa 2 mila istanze presentate fra Roma e Palermo contro le mille presentate fra Milano, Torino e Firenze.

Lo stesso Brambilla, si sarebbe dimostrato critico sulla misura visto che dal canto suo, si potrebbe correre il rischio che dopo aver superato il triennio si potrebbe ritornare con le regole contenute nella Riforma Fornerno. Gli effetti della Quota 100, infatti, si esauriranno nel 2026 e per l'intero periodo i costi potrebbero arrivare fino a 46 miliardi di euro.

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L'economista della Lega, inoltre, avrebbe criticato anche il cosiddetto divieto di cumulo che consentirebbe solo di sommare ai redditi di pensione solo i periodi di attività occasionale fino a 5 anni considerando la misura umiliante visto che, potrebbe essere un ostacolo all'invecchiamento attivo.

Sistema delle finestre iniquo

Aperta la parentesi anche sul sistema delle finestre che, per il Centro Studi e Ricerche Itinerari e Previdenza è iniquo in quanto potrebbe allungare ulteriormente i tempi di erogazione del pensionamento con Quota 100 generando ritardi che potrebbero spostare l'uscita di un periodo superiore ai tre mesi. Ci sarebbe anche il problema delle iniquità generazionali e di genere per quanto riguarda il rapporto fra Quota 100 ed Opzione Donna.

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