"Il debito alto e la protratta scarsa produttività implicano rischi con rilevanza transnazionale. Il debito non scenderà nei prossimi anni": con questa frase che pare una sentenza, arriva il parere della Commissione Europa in merito all'entrata in vigore del meccanismo della quota 100, la misura sbandierata dalla Lega e che sta riscuotendo un notevole successo viste le oltre 170 mila domande di prepensionamento presentate dopo solo un mese dall'entrata in vigore. Vengono espressi dubbi anche sul Reddito di cittadinanza, di difficile gestione secondo i tecnici europei.

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La Commissione Europea contraria a Quota 100

Come ormai tanti sanno, il sistema della Quota 100 consente ai lavoratori l'uscita anticipata dopo il raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi. Una misura che per il 2019 garantirà una copertura previdenziale ad una platea di circa 290 mila lavoratori e che graverà sulle casse statali circa 3,7 miliardi di euro. Stando al parere della Commissione Europea, infatti, questa misura inserira nella manovra finanziaria entrata in vigore lo scorso primo gennaio 2019 potrebbe danneggiare gli impianti di riforme approvate negli anni precedenti.

E non tarda ad arrivare la riposta del vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio promotore del cosiddetto reddito di cittadinanza: "Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita. Gli interventi del Governo servono ad uscire da uno stato di crisi nel quale si trova l'Unione Europea".

Ue: 'L'efficienza del RdC dipende dalla gestione'

Dubbi, invece, per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, il sussidio voluto dai grillini e che verrà concesso ai disoccupati che si trovano in condizioni economiche disagiate, i quali verranno accompagnati in un percorso di formazione volto all'inserimento nel mondo del lavoro.

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Per la Commissione Europea, infatti, l'efficacia del reddito di cittadinanza dipende dal modo in cui sarà gestito.

Stando a quanto riporta "SkyTg24", inoltre, il Country Report elaborato da Bruxelles, si è soffermato anche sullo Spread che sembra in netto aumento rispetto al 2018 con conseguenze negative sul Pil e sul sistema bancario.

Intanto, il Governo Conte continua sulla sua linea: il decretone ha da pochi giorni ricevuto il via libera dal Senato e dovrà passare alla Camera entro la prossima settimana per la seconda lettura.

Sarebbe già pronto un nuovo pacchetto di correttivi che dovrebbero riguardare lo stanziamento di nuove risorse per le famiglie numerose sul quale Lega e Movimento 5 Stelle sembrano aver trovato un'intesa.