L’incontro che i vertici del Ministero dell'Istruzione e della Ricerca hanno avuto con i sindacati della Scuola, nella scorsa settimana, sembra essere stato molto proficuo. Infatti ha dato voce a migliaia di docenti precari che da tempo richiedeno una soluzione efficace per risolvere il problema del precariato. In particolare i sindacati hanno proposto un percorso abilitativo che porterebbe poi i docenti a usufruire del tanto desiderato Pas. In pratica con la sola abilitazione i docenti dovrebbero essere poi inseriti nelle graduatorie regionali di merito appositamente stilate, e poi immessi in ruolo prima con un contratto a tempo determinato.

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Successivamente con il superamento dell’anno di prova il contratto passerebbe a tempo indeterminato e il docente riceverebbe definitivamente la sua cattedra. Oltre al Pas gli insegnanti potranno partecipare al concorso ordinario e scegliere la loro regione indipendentemente dal conseguimento del percorso abilitativo. Si ricorda che il bando del concorso ordinario è previsto entro luglio 2019, mentre le tre prove sono previste per il prossimo autunno.

Ovviamente, qualora la proposta dei sindacati dovesse essere accettata dal Miur, questo percorso non sarà possibile per tutti i docenti interessati sin da subito.

55mila docenti interessati al Pas, ma solo 25mila in cattedra a partire da settembre 2019

Bisogna tenere presente che, in base alle prime stime ufficiali dei sindacati, i docenti potenzialmente interessati al Pas ad oggi sono circa 55mila. Si tratta di tutti quegli insegnanti che non sono abilitati all’insegnamento, ma sono attualmente inseriti nelle graduatorie di circolo e d’istituto e alcuni con oltre 26 mesi di servizio alle spalle.

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In base al verbale della riunione tra Miur e sindacati, è emerso che la richiesta riguarda una prima tranche di docenti, in particolare di 25mila insegnanti. Questi ultimi dovrebbero essere selezionati e scelti per il ruolo già da settembre 2019. Come specificato in precedenza per l’anno scolastico 2019/2020 il contratto resterebbe a tempo determinato, e sarà dunque premura del docente assicurarsi il superamento della formazione durante l’anno di prova.

Non è ancora chiaro, però, perché si è parlato di 25mila docenti, e i criteri di questa scelta potrebbero essere spiegati nella prossima settimana quando si avrà la risposta alla proposta da parte dei vertici del Miur. Gli altri 30mila docenti circa, che non riusciranno subito ad immettersi in ruolo dovranno seguire il corso di formazione puro, anch’esso di natura abilitante, che gli consentirà di ricevere la cattedra negli anni scolastici successivi.

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