Basta interventi tampone sulle Pensioni perché il sistema necessita di una profonda e radicale riforma votata alla flessibilità in uscita: questo il credo di Tommaso Nannicini, ex consigliere economico del governo Renzi e attuale membro della Commissione Lavoro e Previdenza sociale. Il senatore del PD ieri ha lanciato dai suoi canali social una proposta di riforma previdenziale che sta facendo molto discutere, una serie di interventi che secondo Nannicini dovrebbero essere predisposti affinché vengano azzerate le differenze di trattamento tra lavoratori che l'attuale sistema lascia in campo.

Dalla pensione di garanzia al superamento di Quota 100, il disegno di legge è composto da 5 articoli e tocca tanti punti importanti in materia pensionistica. Anche Opzione donna entra nella proposta: secondo Nannicini il regime sperimentale andrebbe superato del tutto.

Pensione contributiva

Il disegno di legge di Tommaso Nannicini titola: “Misure urgenti per la flessibilità e l’equità intergenerazionale del sistema previdenziale”.

Oltre al passaggio su Quota 100, che secondo il senatore è una misura che serve a poco e andrebbe cancellata, Nannicini parla di flessibilità. Nell'articolo 3 della sua proposta infatti, si tratta il progetto di modificare la disciplina di accesso alla pensione anticipata ne sistema di calcolo degli assegni con il metodo contributivo. Il sistema contributivo infatti è quello attualmente vigente, anche se con deroghe, per tutti i pensionati.

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Pensioni

Secondo il disegno di legge, dovrebbe essere garantita a regime la facoltà di lasciare il lavoro a 64 anni di età sempre a condizione che si siano completati i 20 anni di contributi che rappresentano il requisito minimo come contribuzione effettiva. Si tratta di una facoltà concessa ai lavoratori nell'indirizzo della flessibilità in uscita: dovrebbero essere i lavoratori ad optare per questa uscita a 64 anni scegliendo la liquidazione del proprio trattamento di pensione, con le regole del sistema contributivo.

Novità anche per le lavoratrici

In virtù di quanto Nannicini propone nell'articolo 3 del suo disegno di legge, anche il regime sperimentale Opzione donna, una pensione contributiva ad accesso volontario se si rispettano determinati requisiti, verrebbe corretto. Nell'articolo successivo, il numero 4, il senatore PD propone di continuare con la sperimentazione della misura destinata alle lavoratrici fino al 31 dicembre 2021, la stessa scadenza quindi di Quota 100, poi negli anni successivi e in maniera graduale la misura deve essere allineata a quanto previsto nell'articolo 3 del disegno di legge.

In pratica, fino al 31 dicembre 2021, secondo l'ex sottosegretario, si lascerebbe la facoltà di uscita a 57 anni di età (58 per le lavoratrici autonome) per le donne che contestualmente hanno completato 35 anni di contributi. A partire dal 2022 e fino al 2028, il requisiti anagrafico di opzione donna, cioè i 57 anni di età, andranno incrementati di 12 mesi all'anno, portandoli al 2028 a raggiungere i 64 anni.

In pratica si tratta di un progressivo superamento del regime sperimentale, finendo con il far convergere la misura verso i nuovi requisiti previsti dalla pensione anticipata con il sistema contributivo di cui si parla nell'articolo 3 della proposta. In altri termini, dal 2028 Opzione donna non avrebbe più motivo di esistere, perché per tutti, maschi e femmine, lavoratori autonomi o dipendenti, sarebbe vigente l'opzione di uscita con 64 anni di età e 20 anni di contributi con calcolo del rateo di pensione con il sistema contributivo.

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