Anche per i lavoratori in nero ci sarà un sostegno economico. A renderlo noto il viceministro dell'Economia Antonio Misiani, che alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital, ha difatti dichiarato che "una fetta della popolazione, soprattutto nel Sud del Paese, rischia seriamente di rimanere senza nessun mezzo di sussistenza".

Con il decreto di aprile, previsto a cavallo di Pasqua, si potrebbe arrivare quindi ad un mini reddito per coprire anche l’area del lavoro sommerso. La dichiarazione lascia presagire che anche per la moltitudine di persone che non sono in regola con il lavoro e che in questo momento fanno fatica a fare la spesa sarà prevista una adeguata tutela: si parla di una platea di circa 3-4 mln di lavoratori considerando anche i lavoratori saltuari o stagionali.

Dall'Istat la fotografia dell’economia sommersa

Anche l'Istat nell’ultima rilevazione sull’economia “non osservata” ha stimato la presenza lungo tutta la Penisola di circa 3,7 milioni di unità di lavoro a tempo pieno non regolare. Una parte di popolazione composta da lavoratori invisibili, in nero, rappresentata da varie figure quali parcheggiatori abusivi, operai, braccianti, stagionali, lavoratori saltuari, commessi, in definitiva lavoratori sui quali contano altrettante migliaia di famiglie del Mezzogiorno che in questa fase sono rimaste senza reddito.

"Reddito per l'emergenza": una rete di sostegno universalistica

Il messaggio del governo ora si fa più chiaro: la priorità è dare a tutti gli strumenti per acquistare beni di prima necessità evitando di mettere in piedi distinzioni non opportune nel momento di crisi in cui versa il paese.

Il viceministro dell`Economia Antonio Misiani ha in particolare evidenziato come l'idea sarebbe quella di creare un ulteriore canale differenziato dal Reddito di cittadinanza ribattezzato 'Reddito per l'emergenza'.

A chi andrebbe il 'Reddito per l'emergenza' e a quanto ammonta?

La platea dei destinatari ammonterebbe a circa 3 milioni di persone e vi potrebbe rientrare chiunque, anche chi avendo avuto lo scorso anno qualche reddito (di pensione, stipendio, cassa integrazione) lo abbia poi perso.

Ma il beneficio sarà esteso anche chi ha sempre lavorato in nero.

In merito alle modalità di erogazione dell'assegno, il piano prevede dunque che chi ha diritto venga informato dall’Inps. Non sarà necessario fare richiesta, presentando l’Isee, anche perché Caf e patronati sono al momento chiusi. I soldi dovranno poi arrivare in pochi giorni ai beneficiari, i quali però non dovranno essere già titolari di altri sussidi o emolumenti di alcun tipo a carico dello Stato.

Per accedere al 'Reddito di emergenza' potrebbe risultare sufficiente un'autocertificazione in cui si dichiari di non avere altri mezzi di sussistenza. I requisiti per ottenere il reddito vanno infatti adattati alla situazione di emergenza. I controlli scatterebbero in seguito. L'ipotesi sarebbe comunque quella di far arrivare i soldi direttamente sul conto corrente dei beneficiari. Il reddito di emergenza dovrebbe configurarsi come un sostegno temporaneo che potrebbe perdurare per uno o due mesi. Le cifre oscillerebbero - ma anche qui ancora non vi sono certezze - dai 500 euro, secondo l'ipotesi “più contenuta", fino ad arrivare ai 780 euro nel caso si viva in affitto.

Ulteriori misure a sostegno del reddito

Come noto il Governo ha stanziato 9,6 miliardi per aiutare quasi 20 milioni tra lavoratori e famiglie. In questi giorni l'Esecutivo ha inoltre realizzato il cd. “Fondo di solidarietà comunale” che ammonta a 400 milioni da destinare a tutti i Comuni italiani sotto forma di buoni spesa. La misura arriverà alle famiglie per il tramite dei Comuni che individueranno “quei nuclei familiari più esposti ai rischi derivanti dall’emergenza epidemiologica, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico". Dunque destinatarie saranno le famiglie che non hanno la possibilità di acquistare generi di prima necessità. L’importo sarà unico (non mensile) di euro 300 euro a famiglia.

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