Le domande per il bonus da 600 € già inoltrate da circa 500 mila professionisti iscritti alle Casse di previdenza (architetti, ingegneri, avvocati, giornalisti ed altre categorie) dovranno essere integrate. Tutto da rifare, quindi, proprio mentre si era in dirittura di arrivo per l’erogazione dei primi pagamenti che, di conseguenza, sono stati sospesi. La causa è da individuare in un passaggio del decreto legge 23/2020, contenuto nell’articolo 34 del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 aprile, non incluso nella prima versione della norma e che stabilisce che hanno diritto al bonus di 600 € solo i professionisti iscritti ad una Cassa “in via esclusiva”.

Solo ai professionisti iscritti alle Casse il bonus 600 €

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Imprese si sono meglio delineati i contorni degli aventi diritto al sussidio per il mese di marzo vanificando, di fatto, l’invio delle domande già inoltrate da circa 500 mila professionisti iscritti alle Casse di previdenza dei rispettivi Ordini. La versione del decreto entrato in vigore, infatti, precisa che hanno diritto al bonus solo gli iscritti ad una Cassa privata, escludendo così dalla platea degli assegnatari tutti i professionisti che svolgono una parallela attività di lavoro dipendente per i quali versano contributi Inps.

Un passaggio che non era presente nel Dl 28 marzo che indicava le regole di erogazione del bonus e che comporta uno stallo nelle procedure di erogazione.

A questo punto, infatti, non solo bisognerà depennare dalle domande già ricevute quelle che fanno riferimento a professionisti che rientrano un questa casistica di “iscrizione multipla” ma, molto probabilmente, sarà richiesta a chi ha già trasmesso la domanda, una integrazione alla stessa nella quale si autocertifica l’iscrizione ad una sola Cassa.

In attesa di una decisione in tal senso da concordare fra tutte le Casse interessate (ognuna gestisce autonomamente le proprie domande), alcune di queste hanno intanto sospeso l’invio di nuove domande che, ricordiamo, è possibile fino al 30 aprile.

Da chiarire la compatibilità della pensione con il bonus 600 €

Anche dopo la pubblicazione del testo definitivo del decreto legge 23/2020, rimangono ancora da chiarire alcuni aspetti legati alla compatibilità del bonus con la titolarità di una pensione. La versione precedente del decreto escludeva dal diritto all’indennità i percettori di una pensione diretta, sia di anzianità che di vecchiaia. Nella versione definitiva del testo, invece, tale precisazione non viene riportata, facendo riferimento in modo generico, sempre nell’articolo 34, ai “non titolari di trattamento pensionistico” escludendo, quindi, anche chi riceve una pensione indiretta come, ad esempio, quella di reversibilità ma lasciando aperti i dubbi per quanto riguarda i percettori di assegni o Pensioni di invalidità.

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