Il decreto Rilancio approvato nei giorni scorsi dal Senato prevede assunzioni per 650 unità nel Corpo della Polizia Penitenziaria mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso per l'arruolamento di 754 allievi agenti pubblicato lo scorso anno. La procedura concorsuale risulta ancora aperta per via della sospensione causata dall'emergenza epidemiologica, che non consente attualmente di espletare un nuovo bando di concorso.

Laura: 'Servono 17 mila unità'

Per i sindacati, invece, si tratta di un numero piuttosto esiguo vista la notevole carenza degli organici che si registra negli istituti penitenziari italiani e le continue aggressioni che gli agenti che operano nelle carceri sono costretti a subire.

"La montagna ha partorito il topolino. Il ministro della Giustizia sta annunciando con grande soddisfazione di aver fatto inserire nel Dl Rilancio l'assunzione di 650 unità nel Corpo di Polizia Penitenziaria", ha spiegato il vicepresidente dell'Uspp (Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria) Francesco Laura, aggiungendo che, stando a quanto affermato dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, per garantire il corretto funzionamento del sistema penitenziario occorrerebbero circa 54 mila agenti mentre attualmente, gli organici sono coperti solo con 37 mila unità, con un saldo negativo di circa 17 mila unità.

L'Uspp continua a chiedere le dimissioni di Bonafede

Lo stesso vicepresidente dell'Uspp, inoltre, ha rammentato la scarsa considerazione del Governo e del Ministero della Giustizia nei confronti delle forze dell'ordine, della Polizia Penitenziaria e dei cittadini italiani.

"Questa misura è insoddisfacente e vergognosa e lascia in mano alla criminalità organizzata le carceri italiane", ha aggiunto ancora Laura. Per questo motivo, il sindacato continua a chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, considerato totalmente inadeguato al ruolo ricoperto.

Le difficoltà riscontrate nelle carceri italiane vengono rese note anche dal Presidente dell'Uspp Giuseppe Moretti che, dal canto suo, le 650 assunzioni non sono sufficienti per coprire i vuoti di organico nell'amministrazione penitenziaria, sollecitando al Governo misure urgenti al fine di garantire la sicurezza nelle carceri.

I candidati del concorso 2019 chiedono assunzioni straordinarie

Nel contempo, ci sarebbero i candidati del concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel marzo 2019 che attendono ancora una risposta concreta dall'esecutivo. I ragazzi, infatti, continuano a chiedere a voce alta lo scorrimento della graduatoria degli idonei ai quiz, al fine di reperire personale in tempi rapidi e con oneri minori per le casse statali. Il Decreto Rilancio, inoltre, ha previsto assunzioni mediante scorrimento della sola graduatoria dei civili; un'ulteriore ingiustizia per i volontari in ferma prefissata di un anno, che hanno servito la patria e che, loro malgrado, si sono visti la porta chiusa in faccia.

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