Non si placano le proteste dei sindacati Sappe, Uilpa, Fns Cisl, Uilpa PolPen e, soprattutto, dei poliziotti penitenziari che ogni giorno sono costretti a svolgere le mansioni all'interno degli istituti penitenziari in condizioni difficili. Le sigle sindacali, infatti, martedì scorso hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al carcere Pagliarelli di Palermo.

I sindacati protestano davanti al carcere Pagliarelli di Palermo

"Chiediamo più risorse per gestire meglio la sicurezza interna negli istituti a proposito dell'insorgere di numerose rivolte dei detenuti che non consentono di lavorare in tranquillità e sicurezza", ha spiegato il segretario generale della Fns Cisl Sicilia Domenico Ballotta a margine del sit-in di protesta tenutosi nei giorni scorsi.

I sindacati, alla presenza dei poliziotti penitenziari, hanno denunciato la forte carenza degli organici che si registra ormai da troppo tempo nelle carceri italiane, oltre allo stato di disagio dei poliziotti penitenziari costretti ad operare in condizioni critiche.

Per Navarra (Sappe) necessario il potenziamento degli organici

Il segretario nazionale per la Regione Sicilia del Sappe, Calogero Navarra, invece, ha reso nota la necessità del potenziamento degli organici visto che, a fronte di circa 6.000 detenuti, sono presenti solo 3.500 agenti di Polizia Penitenziaria. Si tratta di un numero piuttosto esiguo che non permetterebbe lo svolgimento delle mansioni in condizioni di tranquillità.

Stando a quanto riportato dal Giornale di Sicilia, alla manifestazione ha preso parte anche il segretario generale dell'Uilpa Gioacchino Veneziano che, invece, avrebbe puntato il dito sulla presenza nelle carceri di reclusi affetti da malattie psicologiche o con problemi di tossicodipendenza.

"La chiusura degli OPG e la chiusura delle strutture per i tossicodipendenti ha fatto sì che le carceri siano diventate discariche sociali e il problema si è riversato sulla Polizia Penitenziaria con i rischi di rivolte che abbiamo dovuto subire e fronteggiare", spiega il sindacalista. Secondo quanto affermato dallo stesso Veneziano, infatti, circa il 20% dei detenuti è affetto da problemi psichici e si registra un alto tasso di reclusi con problemi di tossicodipendenza, spesso difficili da gestire con poche risorse a disposizione.

Algozzino chiede la ristrutturazione degli istituti

Presente al sit-in anche il segretario generale dell'Uilpa PolPen Armando Algozzino che ha affermato: "Noi chiediamo al provveditore di ristrutturare gli istituti, senza chiuderne altri". Lo stesso Algozzino ha aggiunto che lo Stato sarebbe costretto a supportare ulteriori costi e non permetterebbe agli agenti di operare in sicurezza.

Segui la nostra pagina Facebook!