L'Organismo congressuale forense è l'organismo di vertice di rappresentanza politica dell'Avvocatura nel nostro Paese. Attraverso una recente delibera si è pronunciato per richiedere l'approvazione di particolari misure da attuare durante l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione forense che, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe tenersi il prossimo aprile.

Con questa delibera, infatti, l'Organismo è andato a toccare principalmente due temi: quello delle modalità organizzative che tengano conto del distanziamento sociale e quello della correzione dei compiti.

Le premesse contenute nella delibera

Come specificato anche nella delibera approvata e consultabile sul sito web dell'ente, l'Organismo congressuale forense nel formalizzare queste specifiche richieste relative all'esame di Stato, ha tenuto conto anche delle numerose segnalazioni pervenute dai tirocinanti del settore legale, che già lo scorso dicembre hanno dovuto subire il disagio causato dal rinvio dell'esame.

Da anni, ormai, le prove scritte per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense si svolgono nel mese di dicembre, in tre giornate riservate rispettivamente allo svolgimento di un elaborato in materia di diritto civile, un elaborato in materia di diritto penale e un atto giudiziario.

Nell'ultima sessione, data la grave situazione epidemiologica che ha colpito il nostro Paese, è stato inevitabile un rinvio delle prove al prossimo mese di aprile.

Le richieste al Governo e al Ministero della Giustizia

Poste queste basi, dunque, l'Organismo congressuale forense, tramite la delibera in questione, ha chiesto al Governo e al Ministero della Giustizia che vengano adottati quanto prima i "provvedimenti (normativi, regolamentari e amministrativi) funzionali a consentire lo svolgimento dell'esame di abilitazione forense nel rispetto della normativa di sicurezza".

A detta dell'Organismo, è opportuno che l'esame mantenga la sua tradizionale struttura, quindi tre scritti e un orale, ma che dovrà essere gestito in modo tale da garantirne lo svolgimento in condizioni di adeguatezza sanitaria; allo stesso modo, è essenziale che le prove si concludano in tempi utili per garantire anche lo svolgimento della sessione successiva, legislativamente prevista per il mese di dicembre 2021.

Sottocommissioni e correzione autonoma degli elaborati

Alla luce di queste premesse, dunque, l'Organismo congressuale forense ha richiesto al Governo la costituzione di sottocommissioni in un numero adeguato a consentire la divisione dei candidati fino a un massimo di 150 partecipanti ciascuna e che la correzione dei compiti sia affidata alle stesse commissioni davanti alle quali gli elaborati sono stati svolti.

Quest'ultima richiesta risponde a esigenze di natura logistica: si mira a evitare che gli spostamenti degli elaborati possano comportare un ulteriore ritardo nella correzione dei compiti stessi.

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