Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito i morti sul lavoro un «tributo inaccettabile», intervenendo il 30 aprile 2026 a Pontedera in occasione della Festa del Lavoro. In questa sede, il Capo dello Stato ha ribadito con forza che la sicurezza sul lavoro rappresenta «un impegno che non consente rinunce o distinguo».
Nel suo intervento, Mattarella ha descritto la situazione come una «piaga che non accenna a sanarsi», evidenziando l'urgenza di una visione strategica. Ha sottolineato come l'Europa registri un deficit competitivo in termini di produttività e capacità di innovazione, rendendo indispensabile l'eliminazione delle barriere che ostacolano una piena unione dei mercati interni.
Il Presidente ha inoltre enfatizzato la necessità di orientare gli investimenti verso i settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita.
Occupazione femminile e divario di genere
"Per quanto riguarda produttività e capacità di innovazione, in Europa si evidenzia un deficit competitivo. È necessario rimuovere quanto prima gli ostacoli che ancora frenano una piena integrazione dei mercati interni", ma soprattutto occorre comprendere che è "tempo di visione e non di misure di corto respiro". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante le celebrazioni della Festa del Lavoro a Pontedera. "È indispensabile indirizzare gli investimenti verso i settori più strategici e con maggiori prospettive di crescita", ha aggiunto.
"L'occupazione femminile in Italia ha registrato un aumento negli ultimi anni, raggiungendo livelli che rappresentano per il nostro Paese un primato. Rimane tuttavia significativo il divario rispetto alla media europea. Il gap di genere, evidente non solo nei tassi di occupazione ma anche nelle persistenti disuguaglianze salariali e nelle opportunità di carriera, deve essere colmato attraverso un insieme articolato di interventi e attenzioni", ha proseguito Mattarella.
"L'industria - ha continuato il presidente - rappresenta un pilastro per l'Italia. Il comparto manifatturiero contribuisce al Pil nazionale per circa il 15%. Seconda in Europa e ottava a livello globale, la manifattura italiana costituisce un fondamentale motore di sviluppo.
Per essere protagonisti, e non meri custodi di un'eredità del passato, sappiamo che non è utile soffermarsi a valutare la realtà guardando nello specchietto retrovisore, ma è necessario rivolgersi al futuro. A guidarci deve essere la capacità di innovare, fondata sulla sostenibilità, elemento lungimirante essenziale per la resilienza delle imprese in un contesto globale sempre più complesso".