Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha preso parte alla significativa mobilitazione dei lavoratori Electrolux a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. L'iniziativa si è svolta in un clima di forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento locale, minacciato da un piano aziendale che ne prevede la chiusura. La vertenza, che ha catalizzato l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica, mette a rischio ben 170 posti di lavoro nel sito marchigiano, un numero che evidenzia la gravità della situazione per il tessuto economico e sociale della regione.

Nel suo intervento, il presidente Acquaroli ha lanciato un appello diretto e perentorio alla multinazionale svedese. La richiesta principale è chiara: accantonare immediatamente il piano industriale attualmente in discussione e riaprire un confronto costruttivo sul destino dell'impianto. "Chiediamo a Electrolux di mettere da parte il piano industriale, scongiurare la chiusura di Cerreto d'Esi e tornare a lavorare sugli strumenti da condividere per un rilancio vero e serio", ha dichiarato Acquaroli, sottolineando l'urgenza di un cambio di rotta. Questa posizione si traduce in una triplice istanza: il ritiro dell'attuale impostazione strategica aziendale, la salvaguardia incondizionata dello stabilimento e la riattivazione di un dialogo volto a individuare soluzioni concrete per il rilancio delle attività produttive.

La posizione ferma della Regione Marche

La Regione Marche, attraverso le parole del suo presidente, ha ribadito con forza la propria disponibilità a sostenere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Acquaroli ha ricordato l'impegno costante della Regione fin dalle prime fasi della vertenza, assicurando che sono stati e saranno messi in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare l'occupazione e la produzione. Ha inoltre evidenziato come una strategia di ristrutturazione aziendale non possa e non debba passare attraverso la drastica decisione di chiudere uno stabilimento, specialmente uno con la storia e l'importanza di quello di Cerreto d'Esi.

A supporto della posizione regionale, Acquaroli ha menzionato anche la disponibilità del governo nazionale, che si è detto pronto a intervenire, anche considerando il contesto della normativa europea, per trovare soluzioni che evitino il licenziamento dei lavoratori e la dismissione dell'impianto.

La posizione assunta dall'azienda è stata definita "inaccettabile" dal presidente, che ha rimarcato come la vertenza Electrolux non sia solo una questione locale, ma si inserisca in un contesto più ampio di tutela dell'occupazione e del settore dell'elettrodomestico, sia in Italia che a livello europeo. L'obiettivo primario resta, quindi, quello di scongiurare la chiusura di Cerreto d’Esi, mantenendo ferma la richiesta di ritiro del piano e di ripresa immediata della trattativa con le parti sociali e le istituzioni.

Lo sciopero nazionale e i numeri della vertenza

La mobilitazione che ha visto la partecipazione del presidente Acquaroli a Cerreto d’Esi rappresenta un momento cruciale all'interno di un più ampio sciopero nazionale dei lavoratori Electrolux.

Questa azione di protesta è stata indetta per martedì 15 settembre 2026, a testimonianza della gravità e dell'urgenza della situazione. Le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno promosso questa giornata di mobilitazione nelle Marche, unendosi alla voce dei lavoratori e delle istituzioni locali per chiedere un'inversione di marcia da parte della multinazionale. La vertenza, con i suoi 170 posti di lavoro a rischio, simboleggia la battaglia per la difesa del lavoro e dell'industria manifatturiera italiana.