Un corteo nazionale di lavoratori Electrolux ha sfilato il 15 settembre 2026, a Cerreto d’Esi, Ancona, contro il piano della multinazionale svedese. La manifestazione, partita da piazza Lippera, ha raggiunto i cancelli dello stabilimento marchigiano. Il piano prevede oltre 1.400 esuberi in Italia e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi, con 170 posti di lavoro a rischio.

Il corteo, animato da slogan, bandiere e canti, ha risuonato con il coro “Noi non molleremo mai”. I lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo hanno scioperato per otto ore.

Promossa da Fim, Fiom e Uilm, la mobilitazione ha coinvolto dipendenti da Solaro, Porcia, Treviso e Forlì, confermando la sua dimensione nazionale.

Presenze istituzionali e solidarietà

Alla manifestazione hanno partecipato numerose personalità: Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), Chiara Appendino (M5S), il presidente della Regione Marche Acquaroli, il sindaco di Cerreto d’Esi Grillini e rappresentanti locali. La presenza di lavoratori da più stabilimenti ha confermato la portata nazionale della protesta, pur concentrandosi sulla chiusura del sito marchigiano.

La protesta si è conclusa davanti ai cancelli dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Il piano, confermato dopo gli incontri al Mimit, ribadisce 1.450 esuberi in Italia e la chiusura del sito marchigiano.

Fallimento delle trattative ministeriali

Prima della mobilitazione, il tavolo ministeriale si è concluso con la rottura delle trattative tra azienda e sindacati. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno dichiarato esaurito il confronto sul piano che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 1.450 esuberi, oltre a richieste aziendali.

I sindacati hanno chiesto la “riconvocazione urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate” per soluzioni alla crisi Electrolux.