Il consigliere regionale Antonio Bochicchio, esponente di Avs-Psi-Bp, ha annunciato a Potenza, il 29 settembre 2026, il deposito di una mozione per gli ex Tirocini di Inclusione Sociale (Tis) e gli ex Reddito Minimo di Inserimento (Rmi). L’iniziativa mira a impegnare la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L'obiettivo è che il servizio svolto da questi lavoratori negli enti pubblici venga riconosciuto e valorizzato nelle graduatorie del personale ATA. Bochicchio ha sottolineato che gli anni di attività prestati nei progetti di pubblica utilità “non devono andare dispersi”.
La richiesta riguarda il possibile riconoscimento del servizio per l’accesso o la valutazione nelle graduatorie del personale ATA della scuola. Nel perimetro indicato dal consigliere rientrano profili come collaboratore scolastico, assistente amministrativo e altri profili ATA compatibili. Il punto chiave è la posizione degli ex Tis ed ex Rmi rispetto all’attuale disciplina, che valuta specifiche tipologie di servizio. Le attività svolte nei progetti di pubblica utilità, infatti, non risultano automaticamente riconducibili a un rapporto di lavoro alle dipendenze degli enti, una disparità che la mozione intende risolvere.
La mozione per il riconoscimento del servizio
Bochicchio ha chiesto un intervento nazionale sul tema, collegando la proposta alla necessità di costruire, per gli ex Tis ed ex Rmi lucani, uno strumento utile a chi possiede i requisiti.
L’obiettivo è riconoscere e valorizzare il servizio prestato negli enti pubblici ai fini delle graduatorie ATA, senza trasformare automaticamente le attività pregresse in un rapporto di lavoro dipendente se la disciplina vigente non lo prevede. La mozione è indirizzata alla Giunta regionale come atto politico-amministrativo per avviare un’interlocuzione con il Governo e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il tema non è nuovo. Richieste di riconoscimento del servizio ai fini delle graduatorie ATA sono già state avanzate negli anni per altre platee di lavoratori socialmente utili. Il consigliere regionale colloca in questo quadro anche gli ex Tis ed ex Rmi lucani, auspicando una soluzione che tenga conto della loro esperienza.