Un uomo di 28 anni è stato fermato dai Carabinieri con l'accusa di tentato femminicidio, rapina e sequestro di persona, in seguito a una violenta aggressione avvenuta il 5 settembre 2026 a Calitri, in provincia di Avellino. L'episodio ha visto come vittima l'ex compagna dell'uomo, una donna tunisina della stessa età, Mariem, colpita ripetutamente con un martello nella sua abitazione.
La donna, soccorsa in gravi condizioni, è stata trasportata d'urgenza in eliambulanza all'ospedale San Carlo di Potenza, dove, nonostante la serietà delle ferite riportate alla testa, al volto e in altre parti del corpo, è stata dichiarata fuori pericolo di vita.
L'aggressore, connazionale della vittima, è stato rintracciato e bloccato dai militari al terminal di Lioni, a circa 20 chilometri da Calitri, mentre tentava la fuga a bordo di un autobus diretto a Napoli. Attualmente, l'uomo si trova detenuto nella casa circondariale di Avellino.
La dinamica dell'aggressione e la fuga
La ricostruzione degli investigatori del Comando provinciale dei Carabinieri di Avellino, coordinati dal procuratore capo facente funzione Francesco Raffaele, ha delineato i contorni della vicenda. L'uomo e la vittima avevano avuto una relazione sentimentale, interrotta per decisione della donna. Nel pomeriggio del 5 settembre 2026, l'aggressore si sarebbe recato dapprima sul luogo di lavoro di Mariem e successivamente nella sua abitazione, dove inizialmente sarebbe stato accolto.
La violenza sarebbe esplosa in seguito al rifiuto della donna di riallacciare la relazione. Dopo averla colpita più volte con un martello, l'uomo l'avrebbe lasciata ferita all'interno di una camera da letto, chiudendo la porta dall'esterno e nascondendo la chiave. Non solo: anche la porta d'ingresso dell'abitazione sarebbe stata chiusa con la chiave occultata, rendendo necessario l'intervento dei Carabinieri che hanno dovuto sfondare entrambe le porte per consentire l'accesso ai soccorsi e salvare la donna.
Prima di darsi alla fuga, l'indagato si sarebbe anche appropriato del telefono cellulare della vittima e di una somma di denaro. Dopo l'aggressione, si sarebbe cambiato d'abito e si sarebbe allontanato dall'abitazione, cercando di far perdere le proprie tracce.
Il suo tentativo di fuga è stato interrotto diverse ore dopo, quando è stato individuato e fermato a Lioni.
Le accuse e il quadro giudiziario
Il decreto di fermo a carico del 28enne è stato emesso il 6 settembre 2026. L'uomo è ritenuto gravemente indiziato dei reati di tentato femminicidio, per la brutalità dell'aggressione e il movente legato alla relazione sentimentale interrotta; di rapina, per aver sottratto denaro e il cellulare alla vittima; e di sequestro di persona, per averla chiusa all'interno dell'abitazione ferita e impossibilitata a chiedere aiuto. Il fermo è ora al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Avellino per la convalida, un passaggio fondamentale per la prosecuzione del procedimento giudiziario.