L'Emilia-Romagna ha ufficialmente siglato, in data 8 settembre 2026, un nuovo e fondamentale Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale. Questa importante intesa strategica vede la partecipazione attiva della Regione Emilia-Romagna e di ben 58 soggetti firmatari provenienti da tutto il territorio regionale. Tra le numerose entità che hanno aderito a questo accordo di vasta portata figurano i principali sindacati confederali, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Confindustria, Legambiente, Coldiretti e le diverse Università presenti nella regione.

La cerimonia di firma ha visto la presenza e l'intervento del presidente Michele de Pascale e del vicepresidente Vincenzo Colla, quest'ultimo con una specifica delega allo sviluppo economico e sociale della regione.

Il Patto, nella sua articolazione dettagliata, definisce con chiarezza una serie di priorità considerate fondamentali per lo sviluppo futuro. Tra queste, spicca un fermo e deciso impegno nel contrasto alla precarietà lavorativa, l'assicurazione della piena e corretta applicazione dei contratti nazionali di categoria per tutti i settori e il potenziamento sistematico e continuo delle misure di sicurezza sul lavoro, per garantire ambienti più protetti. Il documento stabilisce inoltre un collegamento intrinseco e imprescindibile tra questi obiettivi primari e la cruciale lotta al cambiamento climatico, una sfida definita “necessaria dopo le recenti alluvioni e le ondate di calore che hanno duramente colpito il territorio regionale”.

Parallelamente, l'intesa mira a rafforzare in maniera significativa la competitività delle imprese locali, riconoscendone il ruolo chiave e propulsivo nello sviluppo economico e sociale dell'intera regione. Ulteriori temi di grande rilevanza inclusi nel Patto sono il contrasto alla crescente crisi abitativa, con l'obiettivo di garantire un accesso più equo all'alloggio, e la tutela e il rafforzamento costante del sistema sanitario regionale, pilastro essenziale per il benessere dei cittadini.

Le direttrici strategiche e gli obiettivi del nuovo Patto

Il vicepresidente Vincenzo Colla ha evidenziato come un elemento centrale e distintivo di questa intesa sia la scelta consapevole e unitaria dei 58 soggetti di rappresentanza di adottare un posizionamento strategico comune.

Questo approccio collaborativo e unitario, ha sottolineato Colla, è considerato fondamentale per affrontare con successo le complesse sfide future che attendono la regione. Nel quadro complessivo delineato durante la fase di firma, rientrano numerosi e diversificati settori economici e sociali che hanno aderito al Patto, riconoscendolo come un atto condiviso e lungimirante, orientato a plasmare positivamente il futuro sviluppo regionale. Il vicepresidente Colla ha inoltre collegato l'intesa alla definizione e all'implementazione di leggi strategiche essenziali, specificamente indicate per la pianificazione energetica regionale, per lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi di trasporto e per l'avanzamento del digitale nel territorio, in un'ottica di modernizzazione e innovazione.

All'interno del percorso delineato dal Patto, si inserisce anche l'intenzione esplicita di predisporre una nuova legge dedicata all'economia sociale. Questa iniziativa legislativa è concepita per essere strettamente collegata al contrasto della precarietà lavorativa e per gestire in modo proattivo l'impatto trasformativo della tecnologia sul mondo del lavoro. Per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, il Patto ribadisce l'importanza della piena attuazione degli accordi già siglati in materia, promuovendo al contempo investimenti tecnologici mirati e una formazione preventiva costante e aggiornata per tutti i lavoratori. Tra i contenuti programmatici indicati, emerge con forza anche l'ambizioso obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, un traguardo fondamentale e irrinunciabile per la sostenibilità ambientale a lungo termine della regione.

Lavoro dignitoso, salari equi e la visione regionale

Il presidente Michele de Pascale ha posto un forte accento sulla lotta al lavoro povero, indicandola come un tema di primaria importanza e centrale nell'agenda del Patto. L'obiettivo dichiarato è quello di agire in modo concreto e incisivo “per tenere insieme la qualità del lavoro, la sicurezza degli ambienti lavorativi e garantire la dignità dei salari”. Questo riferimento esplicito e puntuale ai salari e alla qualità complessiva del lavoro si affianca e integra perfettamente le altre priorità già menzionate nell'intesa, che includono la promozione e il rispetto dei contratti nazionali, la garanzia della sicurezza in ogni ambito, la protezione del clima, il diritto alla casa e la tutela e il potenziamento della sanità pubblica per tutti i cittadini.