Il 2 settembre 2026, ad Ancona, Gian Luca Gregori, ex rettore della Politecnica delle Marche e presidente della Fondazione universitaria per lo sviluppo imprenditoriale, è intervenuto sulla questione dei giovani laureati che lasciano le Marche in cerca di opportunità lavorative, anche all’estero. A margine del 42° summit internazionale dell’IMP Conference, dedicato al marketing business to business, Gregori ha identificato come problema centrale la «debolezza strutturale organizzativa delle nostre imprese marchigiane», evidenziando che il 99% di queste ha meno di 50 addetti.

Il ruolo delle imprese familiari e le prospettive di carriera

La scelta di molti laureati di lasciare la regione, ha spiegato Gregori, non è legata unicamente alle retribuzioni. Indagini internazionali sui laureati marchigiani all’estero rivelano che una parte significativa desidera rientrare. Il confronto con i Paesi di destinazione, infatti, non verte solo sul salario, dato che il costo della vita è spesso più elevato. Il fattore determinante, evidenziato dall'ex rettore, sono le possibilità di crescita professionale, le sfide e la qualità dell’organizzazione aziendale offerte al momento di un potenziale rientro.

Molte imprese marchigiane, nel quadro descritto, conservano una struttura familiare, con posizioni manageriali chiave spesso affidate a membri della famiglia.

Questa configurazione, secondo Gregori, limita gli spazi percepiti dai laureati per ruoli qualificati e percorsi di responsabilità. L'indicazione operativa è quindi: «Più che dare incentivi per assumere – ha sottolineato il professor Gregori – dobbiamo cercare di far strutturare le imprese, farle crescere dal punto di vista organizzativo».

Consigli di amministrazione, compliance e il contributo pubblico

Tra gli strumenti proposti per questa evoluzione figurano la quotazione delle piccole imprese, l’apertura dei consigli di amministrazione a figure esterne e l’adozione della legge 231, che sviluppa logiche di compliance e di gestione. L’obiettivo primario, ha concluso Gregori, resta la crescita organizzativa.