L'Ordine delle psicologhe e degli psicologi della Sardegna ha siglato un importante protocollo d'intesa con la Società Italiana Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (SIPLO). L'accordo, annunciato a Cagliari il 26 settembre 2026, mira ad affrontare le profonde trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro e delle organizzazioni. Queste evoluzioni sono principalmente legate all'avvento e all'integrazione dell'intelligenza artificiale e alla crescente diffusione del lavoro ibrido, un modello che combina efficacemente attività svolte in ufficio con quelle da remoto.

In Sardegna, circa 4.000 professionisti del settore sono chiamati a confrontarsi attivamente con queste nuove e complesse condizioni organizzative. Il presidente dell'Ordine, Tullio Garau, ha chiarito gli obiettivi centrali di questa intesa: la promozione della psicologia del lavoro e il sostegno al benessere delle organizzazioni. Garau ha sottolineato che il Protocollo prevede una collaborazione specifica per la promozione della psicologia del lavoro. L'accordo quadro include l'organizzazione di un evento formativo annuale. Il primo di questi incontri, che ha già visto la partecipazione della presidente SIPLO Antonia Ballottin, è stato specificamente dedicato al tema cruciale del benessere nelle organizzazioni.

Le esigenze delle piccole aziende sarde

Un aspetto fondamentale del protocollo è la particolare attenzione rivolta alla realtà produttiva sarda. Questa è caratterizzata da un numero limitato di grandi organizzazioni e da una prevalenza di piccole aziende, molte delle quali contano meno di 10 dipendenti. Per queste realtà di minori dimensioni, l'Ordine e SIPLO hanno individuato l'esigenza di sviluppare progetti dedicati. Si prevede anche l'erogazione di servizi psicologici in forma associata, rivolti a gruppi di aziende, al fine di superare le difficoltà e i limiti che una singola piccola impresa potrebbe incontrare nell'accesso a supporti specialistici.

Il presidente Garau ha inoltre evidenziato come il cambiamento nell'organizzazione del lavoro nell'era digitale stia portando a un passaggio significativo da forme di controllo basate sul tempo a modelli più flessibili e orientati ai risultati.

In questo contesto, è stata richiamata l'importanza della legge 11 marzo 2026, n. 34, che stabilisce le tutele per la sicurezza nello smart working. Per quanto riguarda l'impiego dell'intelligenza artificiale, Garau ha sottolineato la necessità di garantire la trasparenza dei sistemi informatici e di assicurare una costante supervisione umana. L'aggiornamento continuo delle competenze è stato indicato come un elemento imprescindibile, data la loro rapida obsolescenza nel panorama attuale. Infine, il presidente ha richiamato l'attenzione su un punto critico: l'esistenza di un marcato divario tecnologico tra le grandi organizzazioni e le realtà di minori dimensioni, un fattore che può influenzare l'adattamento ai nuovi paradigmi lavorativi.