Cagliari, 11 settembre 2026. Uil Sardegna e UILTuCS Sardegna denunciano la critica situazione degli organici ridotti nei negozi, pubblici esercizi e altri settori del terziario. Le organizzazioni segnalano un numero crescente di lavoratrici e lavoratori soli per ore, anche in fasce serali o notturne. Questa pratica, dettata dall'organizzazione dei turni e dal contenimento del costo del lavoro, compromette gravemente la sicurezza del personale.

Rischi e vulnerabilità del lavoro in solitudine

I segretari generali regionali Fulvia Murru (Uil) e Cristiano Ardau (UILTuCS) collegano il fenomeno alla progressiva diminuzione degli addetti.

Spesso, un singolo dipendente, anche non qualificato, gestisce autonomamente tutte le incombenze: apertura e chiusura, clientela, cassa, movimentazione merci e gestione emergenze. L'assenza di colleghi rende il lavoratore estremamente vulnerabile a rischi come malori, cadute, aggressioni e rapine.

Un episodio di rapina a Cagliari è stato citato come esempio di come l'isolamento aggravi la pericolosità di tali eventi. A ciò si aggiungono stress e pressione psicologica derivanti dalla responsabilità esclusiva di gestire il punto vendita e affrontare situazioni critiche senza supporto.

Le richieste sindacali per la sicurezza

Uil Sardegna e UILTuCS Sardegna chiedono interventi urgenti: il raddoppio del personale e una revisione sostanziale dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR).

È essenziale il coinvolgimento degli RLS e degli RLST di settore per valutare l'impatto del lavoro in solitudine sulla sicurezza degli addetti.

La posizione sindacale è chiara: la prevenzione deve prevalere sull'emergenza. Propongono un confronto stabile tra aziende, sindacati e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sul tema del lavoro in solitudine. Il documento sindacale riassume la condizione affermando che “lavorare da soli significa essere più vulnerabili”. La conclusione richiama il rapporto tra risparmio sul personale e tutela della sicurezza.