I segretari metalmeccanici Gianluca Ficco (Uilm), Stefano Boschini (Fim-Cisl) e Antonio Spera (Ugl) hanno incontrato i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli in una serie di assemblee dedicate al futuro produttivo del sito molisano. Al centro del confronto si sono poste la richiesta di nuove lavorazioni, la prospettiva del nuovo cambio per motori ibridi e il rischio di esuberi per una parte significativa degli addetti. Dopo gli incontri, i sindacati hanno espresso forte preoccupazione, indicando il nuovo cambio ibrido come una risposta parziale e sollecitando con urgenza investimenti e nuove produzioni.
La richiesta principale avanzata dai rappresentanti sindacali riguarda l’assegnazione di produzioni aggiuntive per lo stabilimento. Ficco, segretario nazionale Uilm, ha posto l'accento sulla priorità di un motore ibrido italiano, dichiarando esplicitamente: “Abbiamo bisogno a Termoli di nuove lavorazioni. Innanzitutto chiediamo un motore italiano ibrido.” Questa domanda è strettamente correlata alle future vetture Alfa e Maserati che Stellantis intende immettere sul mercato, e mira a rafforzare il ruolo strategico che lo stabilimento di Termoli dovrebbe mantenere all'interno del sistema produttivo del gruppo in Italia.
Il nuovo cambio ibrido e la gestione degli organici
L'avvio della produzione del nuovo cambio per motori ibridi a Termoli è fissato per il 9 ottobre 2026.
Nonostante ciò, questa nuova lavorazione non è ritenuta sufficiente ad assorbire l'intera forza lavoro attualmente impiegata nello stabilimento. Ficco ha chiaramente definito questa nuova produzione una “risposta parziale” alle esigenze del sito. Il quadro delineato dalle sigle sindacali è preoccupante, segnalando circa 800 operai a rischio esubero. Le assemblee svoltesi nello stabilimento hanno inoltre evidenziato che circa 700 addetti si trovano quotidianamente fuori dal ciclo produttivo, una condizione che include sia i lavoratori coinvolti in contratti di solidarietà sia quelli impiegati in trasferte temporanee presso altri stabilimenti del gruppo.
Al termine degli incontri con gli operai, le segreterie regionali e i rappresentanti nazionali hanno ribadito la loro profonda preoccupazione per il futuro dell’impianto molisano.
Marco Laviano, segretario Fim-Cisl Molise, ha richiamato l'importanza del legame tra le produzioni dei motori Gme e Gse, il nuovo cambio e le richieste produttive dello stabilimento di Melfi. La posizione sindacale per Termoli è chiara: si richiedono motori e cambi per garantire la sostenibilità nel presente e nel breve periodo, affiancati da nuove produzioni legate all'auto elettrica e ai powertrain elettrificati per assicurare un futuro solido e duraturo al sito.
Le richieste sindacali per il rilancio di Termoli
Le assemblee sindacali nello stabilimento hanno rafforzato la richiesta di un piano concreto che preveda investimenti mirati, l'assegnazione di nuove produzioni e volumi adeguati, oltre alla garanzia di lavoro per tutti i dipendenti.
L'obiettivo è mantenere Termoli una realtà strategica e pienamente operativa all'interno del sistema produttivo Stellantis. La sollecitazione di un motore ibrido italiano e il raddoppio delle linee di produzione per il cambio eDCT sono considerati passi fondamentali per saturare gli impianti, salvaguardare l'occupazione e scongiurare il rischio di esuberi.