Un dipendente dell’ospedale San Timoteo di Termoli ha formalmente diffidato l’Asrem, l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise, per ottenere il riconoscimento e il pagamento del cosiddetto “tempo tuta”. La vicenda, emersa a Termoli il 12 settembre 2026, riguarda i minuti impiegati quotidianamente per indossare e togliere la divisa ospedaliera all’inizio e alla fine di ogni turno di lavoro. Questa richiesta sottolinea una questione di rilievo nel comparto sanitario, dove le operazioni di vestizione e svestizione sono considerate indispensabili per lo svolgimento delle attività all’interno della struttura.

La diffida, presentata dall’avvocato Luca Damiano per conto del lavoratore, mira a far sì che questi minuti, attualmente svolti al di fuori dell’orario contrattualizzato, vengano inclusi nel computo del tempo di lavoro effettivo. La richiesta specifica il calcolo delle differenze retributive maturate, basandosi sulle timbrature registrate dal dipendente dall’inizio del rapporto di lavoro fino alla data della diffida. A queste somme dovranno essere aggiunti gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, come previsto dalla normativa vigente.

La rilevanza del “tempo tuta” per igiene e sicurezza

Il fulcro della contestazione legale risiede nella natura intrinseca delle operazioni di vestizione e svestizione all’interno di un contesto sanitario.

Per le peculiarità dell’attività ospedaliera, l’indossare e il rimuovere la divisa sono strettamente collegati a imprescindibili ragioni di igiene e di sicurezza biologica. La tesi sostenuta nella diffida è chiara: quando l’utilizzo della divisa è imposto e le relative operazioni devono essere eseguite necessariamente sul posto di lavoro, in conformità con le disposizioni aziendali, il tempo impiegato per tali azioni deve essere considerato a tutti gli effetti tempo di lavoro retribuibile.

L’Asrem dispone ora di quindici giorni per fornire una risposta alla diffida presentata. In caso di mancato riscontro entro il termine stabilito, il legale del dipendente ha già preannunciato l’intenzione di ricorrere alle vie giudiziarie per il recupero del credito vantato.

La questione del “tempo tuta”, sebbene sollevata da un singolo caso, ha potenzialmente una portata più ampia, potendo interessare altre figure professionali che, all’interno delle strutture sanitarie, sono tenute a indossare la divisa secondo specifiche modalità organizzative. Un contenzioso simile, che verte sugli stessi principi, è già pendente di fronte ai Tribunali competenti e riguarda la Asl Lanciano Vasto Chieti, evidenziando una problematica diffusa nel settore.

Il contesto normativo nel pubblico impiego sanitario

Nel più ampio scenario del pubblico impiego sanitario, la tematica dei tempi di vestizione e svestizione è stata oggetto di attenzione anche in sede di legittimità. In particolare, l’ordinanza della Cassazione numero 9306 del 22 aprile 2022 ha affrontato la questione specifica, con riferimento al comparto sanità e al personale infermieristico.

Tale pronuncia ha richiamato la possibilità di considerare tali periodi come parte integrante dell’orario di lavoro, a determinate condizioni. L'articolo si interrompe qui, ma il riferimento normativo sottolinea la complessità e la rilevanza giuridica della materia.