Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha condannato il 6 ottobre 2026 la decisione di Whirlpool Technology di chiudere il sito di ricerca e sviluppo di Fabriano. La scelta, che coinvolge 40 lavoratori, è stata definita da Acquaroli "grave e assunta contro il territorio", esprimendo profonda preoccupazione per il tessuto produttivo e occupazionale del Fabrianese. La vertenza ha già mobilitato dipendenti, famiglie, parti sociali e istituzioni locali.
Acquaroli ha ribadito la sua vicinanza ai lavoratori, sottolineando il valore delle professionalità maturate nel sito di Fabriano, considerate un patrimonio inestimabile per la regione.
Il presidente ha rimarcato la contrarietà delle parti sociali e la forte preoccupazione generata dalla chiusura. Ha enfatizzato che i 40 lavoratori interessati sono figure altamente qualificate, le cui competenze rappresentano un "patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere".
L'impegno della Regione Marche
La Regione Marche ha assicurato il proprio impegno a fianco dei lavoratori, dichiarando che seguirà con attenzione il confronto nelle sedi opportune. La linea della Regione mira alla tutela dei lavoratori, alla difesa della presenza produttiva di Whirlpool Technology e al mantenimento delle competenze specialistiche sul territorio. La sede di Fabriano, cruciale per la ricerca e sviluppo, con i suoi 40 addetti, amplifica la preoccupazione per l'economia locale.
Il contesto della vertenza Whirlpool a Fabriano
La vertenza sulla sede ex Wrap di Fabriano era già aperta il 3 ottobre 2026, con una decisione definitiva da parte di Whirlpool Technology che era stata rinviata. L'azienda aveva posticipato ogni annuncio in attesa del Consiglio di amministrazione, previsto per la settimana successiva. La possibile chiusura, annunciata circa due settimane prima, riguardava gli stessi 40 lavoratori impegnati nella progettazione di elettrodomestici presso la sede di via Lamberto Corsi.
La situazione si conferma critica, con la Regione Marche e le istituzioni locali impegnate a salvaguardare l'occupazione e le eccellenze professionali del Fabrianese, contrastando una scelta che minaccia il futuro industriale e sociale del territorio.